Il Punto Seriale – Big Little Lies

Siamo a Monterey. Colpiamo la gente con la gentilezza.

A morte.

Quanto può essere feroce una donna? Se lo era chiesto Lianne Moriarty quando nel 2014 scrisse ‘Big little lies’, un romanzo che racconta la guerra tra madri di famiglia, inizata con un banale litigio tra i loro figli e terminata con un omicidio.

Un’opera intensa nella sua crudeltà e ora portata sugli schermi in una miniserie trasmessa negli Stati Uniti da HBO e in Italia da Sky Atlantic.

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Monterey è una piccola cittadina della California, qui vivono tre amiche: Madeline, madre di famiglia con un lavoretto part time e un odio per la nuova splendida compagna dell’ex. Celeste, bellissima avvocato con 2 gemelli e uno statuario marito, talmente possessivo da picchiarla. E poi c’è la misteriosa Jane, madre single del piccolo Ziggy, nato da uno stupro.

Il primo giorno di scuola dei loro bambini viene segnato da una presunta aggressione di Ziggy ai danni di Amabella, figlia della ricca e potente Renata Klein. Da quel momento, le fazioni si schierano e le madri tireranno fuori le unghie e tutta la loro ferocia pur di annientare le nemiche. I bambini sono solo il pretesto iniziale per vomitare frustrazione, rabbia e perfidia covati sotto anni di patinata gentilezza e buone maniere. Una guerra senza esclusione di colpi che, alla fine, farà anche una vittima. Ma chi?

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Queste donne non sono le ragazze di ‘Sex and the City’ e nemmeno delle casalinghe disperate. Si trovano per bere insieme il caffè, ma solo per prepararsi a una guerra senza esclusione di colpi. In contemporanea affrontano i problemi di ogni giorno: bullismo, violenza e frustrazione per carriere abbandonate in nome della famiglia o, al contrario, il rimorso per aver scelto esistenze votate al successo professionale a scapito dei figli.

Il regista Jean-Marc Vallée resta fedele al romanzo e parte nella sua narrazione con le testimonianze degli abitanti di Monterey a omicidio già avvenuto. Inserisce, però, anche degli sporadici flashforward mischiati agli incubi e ossessioni delle protagoniste. Tanto inquietanti da chiedersi se accadranno sul serio o sono solo sprazzi di follia. La regia è la prima cosa che mi ha colpito in ‘Big little lies’: il noir si mescola sapientemente con la tensione in un continuo gioco di rimandi tra passato e futuro orchestrato con grande maestrìa. La fotografia è cupamente patinata e la colonna sonora da urlo, su cui spicca la canzone che fa da sigla: ‘Cold little heart’ di Michael Kiwanuka.

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Da serie A il cast: i premi Oscar Nicole Kidman e Reese Whitterspoon confermano il loro talento. La prima dà il volto a celeste Wright, una donna bellissima e con una famiglia perfetta, ma perversamente schiava della violenta passione del marito. La Whitterspoon è Madeline Mackenzie, un personaggio quasi insopportabile nella sua gentilezza e disponibilità verso il prossimo ma che, a differenza di una Bree Van De Kamp ad esempio, non nasconde l’odio per la nuova fiamma dell’ex o non ha problemi a far partire la faida contro la spietata Renata Klein.

Accanto a queste dive, due comprimarie di grandissimo talento: Jane è l’intensa e dolce Shailene Woodley (La vita segreta di una teenager americana), mentre Renata è interpretata dalla strepitosa Laura Dern, che vedremo prestissimo nel ritorno de ‘I segreti di Twin Peaks’.

Oltre a queste protagoniste troviamo Zoë Kravitz (figlia di Lenny Kravitz e Lisa Bonet, storica Denise ne ‘I Robinson’), James Tupper (Revenge) e Jeffrey Nordling (Desperate Housewives)

‘Big little lies’ stupisce perchè non si tratta del racconto di scaramucce fra casalinghe, ma è la cronaca di una vera e propria guerra, traboccante tensione e senza esclusione di colpi.

Ecco il trailer.

Sciaouz!

Tracio

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