Il Punto Seriale – Stranger Things 3

Dopo una geniale campagna pubblicitaria in cui è stato riesumato persino il pupazzo Uan, con Italia 1 che ha tirato la volata del cavallo più potente della corazzata Netflix, proponendo la maratona ‘I Goonies’ + ‘E.T.’, si respirava nell’aria una sana voglia di brividi e terrore. E allora non possiamo che urlare ‘Bentornato, “Stranger Things”!’

Un anno è passato dal finale dolce e zuccheroso della stagione 2. I riflettori si riaccendono su Hawkins e i suoi abitanti. I fratelli Duffer spingono l’acceleratore sui sentimenti e sull’ingresso nella maturità dei giovani protagonisti. Max si è fidanzata con Lucas, Mike con Undici. Persino Dustin ha perso la testa per una fantomatica ragazza conosciuta in campeggio.L’età dei giochi lascia sempre più spazio a quella dei tormenti amorosi, con grande disappunto di Will. Ma il tempo per le scaramucce è poco, perchè un nuovo pericolo sta arrivando a perseguitare i protagonisti, stavolta con un aiuto che arriva direttamente dalla Russia.

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Come nella stagione 1, il cast viene diviso in tre gruppi, con storyline ben delineate che, ovviamente, alla fine si incroceranno, per permettere a Undici e ai suoi amici di far fronte compatto contro il nemico comune. Questo escamotage rende la narrazione più dinamica e meno prevedibile. A questo si aggiungono dialoghi veloci e sarcastici, oltre che una buona dose di humor, specialmente nella squadra Joyce – Hopper.

Notevoli le due new entries di questa stagione: la promozione a personaggio principale della piccola e linguacciuta sorellina di Lucas, Erica. E l’arrivo della risoluta Robin, collega di Steve e interpretata da Maya Hawke, figlia di Ethan Hawke e Uma Thurman.

Il livello recitativo è, come sempre, davvero notevole da parte di un cast corale e molto affiatato. Se da un lato viene dato meno spazio alla splendida Winona Ryder, dall’altro, Mille Bobby Brown riesce a svettare sui colleghi, dando libero sfogo alla sua grandissima espressività e al suo sempre più solido talento recitativo

8 episodi in cui nessuno è al sicuro, ma dovrà anche ascoltare i propri sentimenti e accettare l’inevitabile scorrere della crescita. “Stranger Things 3” punta sempre più sul sentimento, ma non temete: i brividi non mancano.

Gli effetti speciali sono sempre più degni di un live action cinematografico, specialmente nelle visioni di Undici, in cui visita altre persone e mondi paralleli. La potenza dei fratelli Duffer di prendere una situazione trita e ritrita e renderla assolutamente terrificante, raggiunge livelli eccelsi.

Esiste qualcosa di più trash di un’invasione di ratti rabbiosi?
No.
E il fatto che qui riesca a risultare assolutamente credibile e spaventosa, spiega perchè non c’è “Dark” o altre scopiazzature che tengano: “Stranger Things” viaggia almeno due spanne sopra tutta la concorrenza.

Non mancano, ovviamente, i feticci anni 80, come “Ritorno al Futuro”, “Karate Kid”, “Material Girl” di Madonna e il salvifico potere di “The NeverEnding Story”, da “La Storia Infinita”.

Una novità di questa stagione: la presenza di un secondo finale dopo i titoli di coda. Come accade sempre nei film della saga degli “X-Men”, una scena che semina i preamboli per una già attesissima stagione 4.

La capacità di presentare una serie di elementi già visti e reinventarli con scelte tecniche e registiche moderni non è da tutti. Ecco perchè “Stranger Things” si conferma meritatamente il prodotto di punta della corazzata Netflix. Una macchina da guerra che ha fatto registrare il record di 41 milioni di views in appena 4 giorni.

Ecco il trailer.

 

Sciaouz!

Tracio

 

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