Il Vizietto – S01-Ep14

ilviziettologoEccoci qui, con un po’ di ritardo a riempire di nuovo i vostri schermi con un po’ di vizi nascosti della popolazione gaya. Oggi parleremo di un argomento che vi farà scompisciare dalle risate, in tutti i sensi. Qualcuno più smaliziato avrà già capito dal titolo di cosa si tratta. Il tickling non è altro che la pratica di fare del solletico per stimolare gli appetiti sessuali. Può sembrare molto insolito è vero, ma il tickling è in realtà una pratica del Bondage, come forma di tortura lieve, in quanto tale pratica non lascia segni, ma un insopportabile fastidio ai soggetti più sensibili. Dove trova origine questa pratica?!

Schermata 2013-07-25 alle 23.53.06Storicamente il tickling sembra nascere nell’antica Cina ed era un supplizio riservato solo ai più nobili che venivano trovati colpevoli di alcuni reati minori: il torturatore punzecchiava per ore i piedi (tenuti immobili da una sorta di gogna) del manigoldo, il quale provava un misto tra dolore e solletico a cui finiva per cedere, confessando i suoi misfatti. Nella prima metà del 1600 invece veniva utilizzata una tecnica simile, per gli eretici in Germania, i quali, sempre tenuti fermi i piedi da una gogna di legno, li corspargevano con acqua e sale e li lasciavano leccare dalle capre. La lingua ruvida degli animali, non faceva altro che solleticare fino allo sfinimento i malcapitati. Nei casi più gravi, gli aguzzini facevano in modo che la capra consumasse lo strato di pelle fino a passare dal solletico al dolore vero e proprio.

Schermata 2013-07-25 alle 23.53.29Ma oggi?! Oggi si utilizza come detto prima nel Bondage. Qualcuno potrà chiedersi come mai, visto che non si parla di violenza: prima di cominciare, però, va detto che lo slave, viene tenuto fermo, legato da corde, manette o similari, denudato parzialmente o per intero e poi solleticato fino a perdere il controllo di se stesso. Già, spesso in queste pratiche più “Estreme” ruota sempre tutto attorno alla perdita/assunzione del controllo degli avvenimenti. Schermata 2013-07-25 alle 23.53.45

Dopo aver seviziato per bene il nostro schiavetto, è pratica d’uso comune portarlo fino al limite dell’eiaculazione, masturbandolo, lì lì che sta per venire e poi fermarci, per continuare nuovamente con il solletico e ricominciare tutto da capo. Quando lo schiavo arriva finalmente al piacere ultimo (aka all’eiaculazione) è d’obbligo continuare a stimolarlo, per fargli provare un’eccitazione senza pari e poi continuare a solleticarlo.Personalmente la trovo una cosa estremamente eccitante, non solo da fare, ma anche da ricevere.

E voi?! Ve le fate quattro risate a letto?!

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