In Cile passa la legge per la modifica del genere sui documenti ufficiali

Dopo cinque anni di acceso dibattito nel Congresso cileno il presidente Sebastián Piñera ha firmato la legge che permetterà ai cittadini trans di cambiare il proprio genere sui documenti ufficiali.

Il disegno di legge fu proposto inizialmente nel 2013 dall’ex presidente Michelle Bachelet, prima donna a ricoprire la carica ed ora Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ma opposta e bloccata da gruppi conservatori e religiosi, e prevede la possibilità di cambiare il proprio nome e genere sui documenti ufficiali dai 14 anni in su (dai 14 ai 18 con approvazione dei genitori).

“Abbiamo firmato la Legge di Identità di Genere perché crediamo fermamente che tutti siano nati uguali in dignità, diritti e responsabilità e dovremmo poter essere gli architetti delle nostre stesse vite e viverle con libertà. Così ci avviciniamo ad una società più umana ed amorevole che rispetta meglio la diversità” ha commentato Piñera su twitter, pubblicando una foto della firma.

La misura dovrebbe entrare in vigore all’inizio dell’anno prossimo.

I gruppi per i diritti umani hanno applaudito la decisione del paese tradizionalista, in cui persino la legge sul divorzio è passata solamente nel 2004, ancora non si vede una conclusione alla battaglia per il diritto all’aborto ed il matrimonio egualitario non è ancora legge (nonostante siano permesse le unioni civili tra persone dello stesso genere dal 2015).

“I diritti da cui erano escluse le persone trans in Cile sono finalmente riconosciuti” ha commentato Juan Enrique Pi Arriagada, presidente esecutivo di Fundación Iguales, che da cinque anni si batte affinché questa legge passi “Dopo anni di lotta per assicurarci il riconoscimento legale, celebriamo questo trionfo storico che cambierà la vita di molte delle persone che, per troppo tempo, non hanno avuto protezione ed hanno dovuto vivere nell’ombra. Mentre festeggiamo questa traguardo storico continueremo a lavorare alla lotta per la totale eguaglianza”.

“Questa decisione storica rappresenta un traguardo per i diritti LGBTQ in Cile e nell’America del Sud” ha dichiarato invece Ty Cobb, direttore globale della Human Rights Campaign, “Lodiamo gli sforzi di tutti gli attivisti LGBTQ che hanno partecipato attivamente, tra cui i nostri partner di Fondación Iguales, che hanno lottato per cinque anni senza sosta per ottenere questa vittoria. Per quanto questa legislazione rimuova molti impedimenti per le persone trans, c’è ancora molta strada da fare – soprattutto per i giovani trans”.

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