Il giocatore di rugby Israel Folau posta nuovi contenuti omofobici sui social

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E ci risiamo!

La star del rugby australiano Israel Folau ha ripreso la sua campagna di odio contro la comunità LGBTQ dopo aver condiviso nuovi e vergognosi post omofobici e transfobici sui social media.

Il trentenne, sportivo e cristiano evangelico, le cui ripetute affermazioni sul fatto che le persone LGBTQ sono dirette all’inferno hanno scatenato settimane di titoli e controversi un anno fa, e oggi la il giocatore ha ripreso la sua battaglia anti-LGBTQ.

L’immagine condivisa spiegava che “l’inferno attende gli omosessuali” – insieme ad “adulteri, bugiardi, fornicatori, ladri, atei e idolatri”.

Condividendo il post con i suoi 313.000 follower su Instagram, Folau ha aggiunto:

“Coloro che vivono nel peccato finiranno all’inferno se non si pentiranno, Gesù Cristo ti ama e ti sta dando il tempo di allontanarti dal tuo peccato e di andare a lui”.

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Nel frattempo, su Twitter, l’atleta ha risposto alla notizia che la Tasmania è diventata la prima giurisdizione australiana a rendere opzionale il genere dichiarandola “cattiva”.

Condividendo un titolo di notizie sulla storia, ha scritto:

 “Il diavolo ha accecato così tante persone in questo mondo, pentitevi e allontanatevi dalle cattive abitudini. Rivolgitevi a Gesù Cristo che dà libererà”.

Folau è stato ampiamente criticato dalle personalità del mondo dello sport dopo le sue prime affermazioni anti-gay nell’aprile 2018, tra cui giocatori di rugby apertamente gay e da funzionari come l’ex capitano del Galles Gareth Thomas e l’arbitro Nigel Owens.

G hanno anche parlato contro il giocatore, con la star della Nuova Zelanda All Blacks, TJ Perenara, che ha affermato che tali affermazioni “non possono essere tollerate” dallo sport.

 

TJ Perenara, giocatore degli All Black della Nuova Zelanda, dopo un incontro con altri giocatori, ha affermato che tali parole “non possono essere tollerate dallo sport”, e nonostante l’incontro con Folau per discutere delle sue manifestazioni pubbliche di omofobia, i funzionari di Rugby Australia hanno deciso di non agire, dicendo di “accettare” la posizione del giocatore a causa delle sue convinzioni religiose.

“Israel ha chiaramente articolato le sue convinzioni religiose e perché la sua fede è importante per lui e ha fornito un contesto dietro il suo commento sui social media”, ha affermato il Rugby Australia in una dichiarazione pubblica.

“Nelle sue stesse parole, Israel ha detto che non intendeva turbare la gente intenzionalmente o intaccare il gioco del rugby”.

Ho capito caro Israel, ma resta il fatto che le tue parole minano alla libertà di ogni singolo individuo.

 

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