gay Malysia

Giornale Malese pubblica istruzioni per riconoscere persone gay

A quanto pare, il genio che si nasconde dietro questo articolo, crede che le persone LGBT siano facilmente identificabili grazie al fatto che si curano, hanno la barba, vanno in palestra e indossano vestiti firmati.

Un importante giornale malese ha pubblicato un elenco di indicazioni per identificare potenziali persone gay e lesbiche, attirando la rabbia degli attivisti che hanno affermato che le loro vite sono state messe a rischio. L’articolo di Sinar Harian conteneva un elenco di presunte “qualità distintive” che fossero identificative delle persone LGBT.

Nell’articolo hanno affermato che gli omosessuali erano facili da identificare a causa del loro amore per la barba, andare in palestra – non per fare esercizio fisico ma per controllare gli altri uomini ( ndr. che pirla colossale) – e abbigliamento di marca. I loro occhi si illuminano quando vedono uomini belli, cita l’articolo. Gli attributi di rilievo per le lesbiche, a differenza di quelli per i gay, sono che tendono ad abbracciarsi, a tenere le mani e a sminuire gli uomini, secondo il giornale.

L’omosessualità è purtroppo ancora illegale in Malesia e punita con una legge di sodomia dell’era coloniale che comporta una pena detentiva di 20 anni. Gli attivisti hanno chiesto un ammorbidimento della retorica nei media malesi dopo una serie di recenti morti di uomini e donne sospettati di essere gay o transgender.

Uno studente di 18 anni, T Nhaveen, è stato picchiato e bruciato a morte l’anno scorso dai compagni di classe che prima di trucidarlo, lo hanno chiamato pondan, un termine colloquiale e dispreggiativo che vuol dire “frocio”. Una donna transgender di 27 anni, Sameera Krishnan, è stata attaccata con un coltello e sparata tre volte in un attacco mirato nel suo negozio di fiori alcuni mesi dopo.

Arwind Kumar, un attivista e uno dei più grandi youtuber e socialmedia star della Malesia, si è scagliato contro l’articolo di Sinar Harian, dicendo che potrebbe “causare morti”. “Ci sono questioni molto più importanti in questo paese che devono essere affrontate”, ha detto. “Se vuoi davvero educare la società, spiega loro i tratti di un pedofilo, di un molestatore, di un assassino, di un rapitore, di persone che mettono effettivamente in pericolo la vita degli altri. Come diavolo fa una persona gay a mettere in pericolo la tua vita? ” Il video di YouTube di Kumar è stato visto decine di migliaia di volte sui social media in meno di 24 ore. In particolare, ha deriso l’idea che i peli sul viso fossero l’unico dominio degli uomini gay. “Conosco un sacco di sacerdoti, conosco molto ustads [studiosi islamici], conosco un sacco di persone veramente religiose che amano tenere le barbe. Stai cercando di dire che sono gay? È così stupido”.

L’atteggiamento dispregiativo nei confronti delle persone LGBT nei media è anche sintomatico della crescente influenza dell’Islam conservatore nella politica e nella cultura mainstream in Malesia. L’articolo di Sinar Harian è stato accompagnato da un’intervista con Hanafiah Malik, un predicatore che ha avvertito che l’omosessualità era in aumento in Malesia e ha detto che c’era un’urgente necessità di fermare la tendenza. La retorica omofoba è evidente anche nel discorso del govern: il vice ministro degli interni del paese ha attaccato Walt Disney l’anno scorso su richiesta del consiglio di censura malese, per non aver tagliato la scena gay nel famoso film de La Bella e La Bestia, e ha consecutivamente pubblicato un video sponsorizzato dal Ministero della Sanità Malese in cui si discutevano le ” conseguenze dell’essere gay, lesbica e transgendere e come prevenirle”. Un altro articolo sul sito web del ministero della salute, intitolato “Perché una persona sarebbe lesbica?”, afferma che le potenziali cause delle donne gay siano le loro decisioni di dare la priorità alle loro carriere e credere che solo tra donne ci si possa capire.

 

halfblood

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.

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