Jussie Smollett arrestato per aver inscenato l’aggressione omofoba

Jussie Smollett, di recente sotto i riflettori a seguito di un presunto attacco di matrice omofoba e razzista, è stato ufficialmente arrestato ed accusato di aver dichiarato il falso in un rapporto di polizia: infatti l’attacco sarebbe stato una messa in scena ideata dall’attore.

L’attore si sarebbe costituito la mattina del 21 febbraio, dopo giorni di speculazione sulla base di dettagli dissonanti nella sua versione degli eventi, tra cui la decisione di non rimuovere la corda che gli sarebbe stata legata al collo per oltre 40 minuti fino all’arrivo della polizia per preservare le prove nonostante non avesse intenzione di sporre denuncia, , o il setting, essendo Chicago una delle città meno razziste d’America (con l’84% dei voti a favore di Hillary nelle scorse elezioni presidenziali), l’aver dichiarato solo dopo che gli aggressori fossero supporter di Trump, la comparsa e scomparsa della costola rotta, fino alla scoperta da parte della polizia che i presunti aggressori (su cui i dettagli cambiavano, dai cappelli MAGA che indossavano secondo un’intervista televisiva alle maschere secondo un’interrogatorio), i fratelli Olabinjo e Abimbola Osundairo, fossero conoscenze di Smollett e uno dei due fosse anche una comparsa in Empire. I due hanno nel frattempo testimoniato di fronte alla giuria come testimoni.

Secondo quanto dichiarato dalla polizia di Chicago, Smollett sarebbe responsabile della lettera razzista arrivata contro di lui sul set di Empire, che avrebbe dovuto attrarre l’attenzione del pubblico, e quando questo non ha funzionato avrebbe pagato $3 500 per inscenare l’attacco; la motivazione, apparentemente, sarebbe di natura economica: tutto questo solo per ottenere un aumento del salario per il suo ruolo nella serie.

Se dichiarato colpevole, potrebbe dover andare in prigione per tre anni e pagare i costi dell’indagine, oltre ad una multa di $25 000.

Eddie T. Johnson, capo della polizia di Chicago, anch’egli afroamericano, ha espresso il suo disappunto per la “deplorevole” condotta dell’attore:

“Questo annuncio odierno riconosce che l’attore di Empire Jussie Smollett ha abusato della sofferenza e della rabbia legata al razzismo per promuovere la propria carriera. […] Rimango con la testa tra le mani chiedendomi il perché, perché mai qualcuno, soprattutto un uomo afroamericano, dovrebbe usare il simbolismo del cappio per una falsa accusa. Come potrebbe qualcuno osservare l’odio associato a quel simbolo e vederci un’opportunità per manipolarlo per promuovere la propria figura?”.

Nel frattempo, gli avvocati di Smollett hanno tentato di difenderlo, sostendendo che “Come ogni altro cittadino, Mr. Smollett beneficia ancora della presunzione di innocenza, in particolare quando l’investigazione ha visto una fuoriuscita di informazioni, sia vere che false. Date le circostanze, intendiamo condurre un’indagine meticolosa e costruire una difesa aggressiva”.

Anche il presidente Trump si è espresso a riguardo, sostenendo che Smollett abbia insultato decine di milioni di persone con i suoi commenti pericolosi e razzisti.

La polizia di Chicago si preoccupa invece che i crimini d’odio possano essere trattati con più scetticismo dal pubblico: “Investigheremo con lo stesso vigore, ma la mia preoccupazione e che i crimini d’odio siano ora visti con più scetticismo di prima. Spero solo che la verità su quello che è successo ottenga la stessa attenzione della bufala. Giustizia assoluta sarebbe le scuse alla città che ha diffamato ed essere abbastanza uomo da offrire quello che dovrebbe offrire in termini di risorse che sono state utilizzate”.

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