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PASQUA

La Pasqua insieme.

Avete presente il detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”? Ecco, in casa mia questo detto non è mai esistito.

Nessuno in famiglia ha mai osato tirarsi indietro per le festività pasquali. Nessuno.

Nemmeno quando abitavo in Olanda, piuttosto la morte. Questo perché mia madre è un genitore religiosamente esigente ( ed io sono dell’altra sponda anche spiritualmente ) e questa cosa “fa scopa” con il mio perenne non voler deludere le persone.

Nemmeno mia zia, nonchè sua sorella, è autorizzata a passare le festività lontano dal nucleo familiare. E si che lei abita a Bologna. “Fatti 9 ore di coda in autostrada, non puoi proprio mancare quest’anno”.

Poi grazie a dio i treni sono diventati un po’ più efficienti ed economici, allora la macchinona grossa da viaggio è andata finalmente in pensione.

Piccoli, grandi eroi pasquali.

Una volta mio fratello ha provato a partire per un weekend fuori porta. E’ stato un dramma che non si è più ripetuto finché non si è trasferito in Brasile.

Quest’anno io e la mia compagna abbiamo iniziato a controllare i biglietti dei treni sin da Febbraio.. e la situazione era tragica: 100-150 euro per scendere giù a Roma e ripartire poco dopo spendendo altrettanti soldi. Una follia che non tutti si possono permettere, io per prima.

Eravamo sedute al tavolo in cucina, avevamo appena finito di cenare. Guardiamo un’ultima volta i prezzi sul telefono e poi ci guardiamo. Lei scrolla le spalle e con candore e leggerezza mi dice: “Beh io rimango a Milano quest’anno, tu che fai?”.

E’ stato un attimo che la mia mente ha iniziato a generare tutti i possibili scenari. Alcuni davvero terribili.

Balbetto un “si, anche io, costano troppo” e lei, così come lo ha deciso, chiama i suoi ed avverte che quest’anno non scende. Tempo dell’operazione? 5 minuti. Attacca la chiamata e si mette a lavare i piatti tranquilla tranquilla. Io ancora seduta al tavolo a generare scenari sconvolgenti.

31 Marzo 2017.

“Hai detto a tua madre che a Pasqua non scendi?”

No. Non gliel’ho detto, ad aspettare il momento giusto scopri poi che il momento giusto non arriva mai se non muovi il culo.

Così, prende in mano lei la situazione ( lei = mia madre ). Durante una chiamata esce fuori la fatidica domanda “Quando scendi per Pasqua?”.

Sudo freddo ed inizio a balbettare. Farfuglio scuse che lascio a metà, perché ormai non ho più voglia di dire le cazzate. E lì avviene una cosa strana, l’evidenza estrema che mia madre sta cambiando, la dimostrazione suprema che so piena di stereotipi e vecchie convinzioni anni ’90.

“Tranquilla Susanna, se vuoi passarla con lei non c’è problema, lo capisco”.

Avete presente Frozen? Quando c’è tutta quella tempesta nel fiordo ed Elsa scopre che la sorella è schiattata e tutto si calma di botto? Aspe’ provo a cercare il video.

Ecco così. Allora in quel momento realizzo una serie di cose molto belle: la comprensione di una mamma è la prima, il suo cambiamento e la prima festività come coppia.

Quella cosa che mi sognavo la notte e che non credevo sarebbe stata mai possibile sta avvenendo qui ed ora, e con la persona che più lo merita.

Beh, Buona Pasqua a tutti.

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