/La timida ubriaca – Lezioni di vita di una lesbica (ex) timida
LESBICA SFIGATA

La timida ubriaca – Lezioni di vita di una lesbica (ex) timida

– Perchè ridi

– Eri l’ultima persona che mi aspettavo di incontrare a Milano.

Quasi 4 anni fa, per la precisione 3 anni e mezzo fa, sono andata al Gay Village a Roma con la mia ex ( siamo state al liceo e periodicamente ci rivediamo per aggiornarci sulle nostre vite ) ed una sua amica.

Non sono un animale da discoteca, ma comunque mi diverto. E poi, ad essere onesti, ero nel bel mezzo di un periodo molto particolare ed avevo bisogno di ristabilire un contatto con la realtà. In realtà stavo alla fine di questo periodo, ma ancora non lo sapevo. Erano 7 anni che non riuscivo ad avere una relazione. Il problema era che non riusciva ad interessarmi più nulla dell’universo femminile, mi sentivo in mezzo ad un film che avevo visto e stravisto e di cui conoscevo ogni inquadratura e battuta. Un incubo.

La verità è che stavo facendo un lavoro ENORME su me stessa, un lavoro che non lasciava spazio a nessun altro.

7 anni prima.

Finiva la più burrascosa, aggressiva e litigiosa relazione che io abbia mai avuto. E, sebbene mi sono spesso ritrovata vittima delle sue alzate di testa, ero consapevole del fatto che molto dipendesse da me.

Ora, senza entrare troppo nel particolare, ero una persona altamente votata al lesbodramma, tanto che inconsciamente cercavo di provocarlo, portando così all’esasperazione qualsiasi tipo di rapporto.

Decisi così di invertire la rotta, qualunque cosa volesse dire farlo.

7 anni dopo.

Non ricordo bene quale serata fosse, ricordo però che ci stavamo divertendo molto. La pista ovviamente era quella della commerciale scema, dove passavano Britney Spears e J-Lo, perchè io davvero non ce la faccio a ballare l’house, la minimal e tutta quella roba lì.

Insomma ridevamo e scherzavamo quando ad un certo punto si avvicina una ragazza, completamente ubriaca a tanto così dalla mia faccia ( voi non lo vedete il gesto, ma è tipo 3 cm ). In pieno spazio personale, con l’occhietto a mezz’asta, mano sulla mia spalla e fa:

Lo sai che sei bellissima?

Avete idea di cosa può suscitare una frase del genere in una persona super timida ed insicura di sé?

Dopo 7 anni così poi, parliamoci chiaro, ti vengono duecento dubbi, tra cui anche “ma sarò mica un cesso?” oppure “rimarrò da sola a vita?”. Non è per esagerare, ma io mi ero rassegnata, pietra sopra e mi dicevo “oh senti, se così dev’essere imparerò ad accettarlo”.

La mia reazione è stata tra le più idiote che si possano avere in una discoteca gay: mi sono letteralmente accartocciata su me stessa, sguardo basso e parole sbiascicate.

Non ero riuscita a controllarmi.

Me lo dai un bacio?

– No. ( <– ma sarò stata un’idiota o no? )

Non sono abbastanza carina per te?

– Certo che lo sei ( ed era vero ), ma io ci non riesco

..

Insomma questo teatrino è durato 10 minuti, in cui questa POVERACCIA non sapeva se ridere o piangere.

Finisce lì, nella presa per il culo generale di tutti i presenti.

Qualche giorno dopo.

Ho passato i giorni successivi a dare le capocciate agli spigoli.

All’epoca Wapa si chiamava Brenda, ed ero iscritta perchè.. beh perchè la speranza è l’ultima a morire.

Un giorno, mentre spippolavo il cellulare sul divano, arriva un messaggio.

Tu stavi al Village Giovedì scorso?

– Si, perchè?

Mi sa che ti ho fatto passare 10 minuti di panico, scusami! 

Così ho ribeccato la “ragazza del Village” e no, non è successo mai nulla, ma abbiamo parlato e ci siamo conosciute meglio. Ci siamo riviste altre 3 volte. Poi io sono partita per Copenhagen e poi per Amsterdam. E non l’ho più rivista né sentita.

Quello che è successo dopo è storia. Conobbi la mia attuale compagna, per lei ho lottato e mi sono guadagnata un posto tra le “Lesbiche fortunate”.

Avete mai pensato a quante cose sarebbero potute accadere e non sono accadute? Cose di cui ignoriamo spesso l’esistenza, decisioni che ci portano altrove, chiudendo tante porte di cui non sappiamo nulla, nemmeno che ci stavano aspettando. Non è il caso della ragazza del village, ma è una cosa che mi ha fatto pensare a tante altre cose. Sono super felice di dove sono, non mi fraintendete, ma a volta mi è inevitabile pensare al “non vissuto”.

3 anni e mezzo dopo.

Ma sei a Milano?

– Si da un anno e tu?

Da Dicembre.

– Aperitivo al birrificio Lambrate?