L’Amore Merita – a Tu Per You Con Roberta, Simonetta, Greta e Verdiana

96686b7069fcb391f03531ba32ca6f38L’Amore Merita di amarsi nonostante le parole della gente che ci guarda e sempre più bastarda parla“, sì è vero! Roberta Simonetta, Greta e Verdiana ne sono convinte, (noi con loro) e lo cantano forte, in giro per l’Italia, in tv, in radio, sul web e sui social, portando fiere un messaggio di puro amore, di tolleranza ma soprattutto di uguaglianza.

É questo il progetto intitolato “L’Amore Merita” numero 1 su iTunes già da due settimane e hit del momento di tutte le radio: un pezzo che è destinato a lasciare un segno nel panorama musicale e che esce in concomitanza del 10° anniversario della help line di Gay Center.

Così lunedì 18 Aprile, davanti a un bel caffè, Raffa e DeLarge de ilPuntoH hanno incontrato le quattro ragazze del progetto #LAMOREMERITA (questo l’ht sui social) e con loro si sono fatti una bella chiacchierata nello stile dei nostri #ATuPerYou… enjoy!

Raffa: Sappiamo che l’idea del progetto “L’amore merita” nasce proprio da Simonetta e ci incuriosisce capire com’è che si è arrivate a voi quattro.

Simonetta: Beh diciamo che la canzone in sé è un messaggio importante. È una canzone nata dopo la confessione di un’amica, la quale mi ha raccontato del suo percorso di vita un po’ tortuoso tra incomprensioni familiari e sociali. E quindi l’idea di creare questo inno alla libertà, secondo me e anche secondo la produzione, era importante condividerlo con altre voci altrettanto importanti, personalità forti, differenti da me. Ho una grande stima per loro, devo dire che Verdiana e Roberta le conoscevo già da tempo, mentre Greta ho avuto modo di conoscerla durante questo percorso e ci troviamo benissimo, perché siamo tutte così diverse e differenti, sia vocalmente che come personalità e riusciamo a unirci perfettamente come l’arcobaleno, che è ormai il nostro inno. L’idea è stata proprio quella di condividere il progetto con loro per creare un inno a più voci.

eff16f8749cccc576501b8a44f69d24eRaffa: E come mai in questo particolare momento storico per il nostro paese?

Simonetta: Beh, quale momento migliore di questo per portare fuori un pezzo così? Anche perché è un progetto nato un anno e mezzo fa, per il quale ho voluto aspettare il momento giusto e ho voluto cercare le persone giuste. Ho fatto una ricerca, insieme a Manuel Magni, una scelta giusta perché fondamentalmente il risultato si è visto. Siamo andati alla grande. E poi tra di noi c’è una bella sinergia, riusciamo a lavorare insieme, speriamo che sia così per tutto il progetto (Greta: Ci sopportiamo!).

Raffa: Come in ogni storia, ogni relazione, bisogna anche un po’ sopportarsi.

Greta: Certo! Andiamo molto d’accordo però l’amore merita anche per questo: bisogna avere pazienza, riuscire ad accettare le persone per come sono. Abbiamo avuto fin da subito un bel feeling, non abbiamo mai avuto divergenze.

Simonetta: Ma se mai dovesse accadere che ci fosse qualche battibecco, magari anche per stanchezza che può succedere perché siamo esseri umani, credo che lo affronteremmo in maniera costruttiva. L’importante è avere la maturità di risolvere.

Raffa: Come hanno preso il pezzo i vostri fan?


Greta
: È stata un’accoglienza di quella “a braccia aperte”! Molti dei nostri fan si sono riconosciuti nel testo della nostra canzone, spesso proprio perché hanno subito loro stessi discriminazioni omofobe o ricevuto insulti per il loro amore giudicato “malattia”. Questo ha fatto sì che si unissero tra loro, si conoscessero di persona e si dessero conforto, che parlassero apertamente dei loro problemi e insieme potessero superarli. E la cosa bella è che in tantissimi ci hanno ringraziato per questo progetto. Inoltre poi abbiamo conquistato anche i cuori di tante persone che prima non ci seguivano: tutto ciò ci rende orgogliose e felici.
Simonetta: Anche loro si sono uniti. Sono nate tante amicizie.
Roberta: Il messaggio è arrivato e questa era la cosa fondamentale.

Raffa: Avete mai subito discriminazioni, di qualsiasi genere?

8c85d40ce546131f9fd28179d75cf670Greta: Io si, riguardo al mio fisico. Essendo romagnola e abbastanza rotondina, credo di avere tutto al posto giusto, e molte volte (lavorativamente parlando) ho ricevuto tantissime critiche, anche poco carine e poco costruttive, riguardo magari al fatto di essere in carne, (Raffa: sei in salute) .. un po’ troppo, via, ma al di là di questo, proprio l’ignoranza delle persone è la cosa che più ferisce! Se non mi conosci e non sai se per me questo è un tasto dolente, perché ti prendi la libertà di giudicare?
Simonetta: Io un pochino durante l’adolescenza, all’età delle scuole medie. Sai al primo anno vestivo come un maschiaccio, avevo i capelli rasati e stavo sempre con i maschietti. Tutti mi chiamavano “lesbica” (in maniera offensiva eh!) ma io non ci rimanevo male per me, piuttosto per loro e per la loro ignoranza. Voglio dire: a 11 anni ero molto cosciente e consapevole di cosa mi piacesse e sapevo che mi piacevano i maschietti. Poi sai, le cose cambiano un po’ crescendo e accettando di più la propria femminilità: con i capelli lunghi e qualche curva in più, al terzo anno delle medie, avevo tutti che mi sbavavano dietro! (e ci fa l’occhiolino per scherzare!)
Roberta: Ognuna di noi ha vissuto il suo. Il mio cognome è Pompa: ho detto tutto. Poi i ragazzi durante l’adolescenza, si sa sono cattivelli nei confronti delle donne, chiamiamola invidia. Però poi in realtà la “pompa” mi ha portato fortuna. Tiè!
Verdiana: Io venivo presa in giro perché cantavo! All’età di 13 anni ricordo che mi sono sentita molto molto sola! Col fatto che partecipassi a vari concorsi canori, magari anche televisivi, le persone mettevano in giro voci false e cattive su di me: dicevano che me la tiravo, che ero spocchiosa, inavvicinabile e antipatica. Tanto che poi quando qualcuno mi conosceva di mi diceva “ma tu sei così umile; ma sai che la gente ti descrive in un’altra maniera, ma com’è possibile?” e io ne soffrivo tanto di questa cosa, perché poi a 13/14 anni hai la necessità di sentirti accettato, di condividere i momenti con gli amici, io invece avevo soltanto due amiche: quelle del cuore. Di questa cosa c’ho sofferto tanto.


Raffa:
Quanto pensate che un artista possa davvero fare per il sociale in Italia?
Greta: Penso che la musica sia il mezzo più incisivo, immediato per lanciare un pensiero o affrontare una tematica. Con la musica si può affrontare tutto. La musica unisce.
Verdiana: Gli artisti hanno il dovere morale di fare da apripista e portare un messaggio. L’arte in genere, deve farsi portavoce del sociale: perché questa è la storia, lo hanno fatto tutti e dobbiamo prendere esempio dai grandi, cercare di fare nel nostro piccolo quel poco che si riesce a fare perché poi può diventare grande e andare oltre il muro del pregiudizio, aprire le menti! Anche noi con questa canzone vogliamo dare il nostro messaggio e speriamo che possa arrivare a quante più persone possibili.

Raffa: Cosa vi sentite di dire a chi per paura del giudizio della società non riesce a fare “coming-out”?

6b579f41ab45e12f8ed9774bcd909807Roberta: E’ una questione un po’ personale secondo me, perché ognuno decide se rendere la propria vita privata pubblica o no. Io sinceramente penso che sia importante fregarsene, ognuno si vive la sua vita come meglio vuole, se uno poi va a letto con un uomo o una donna rispetto al proprio sesso, sono cavoli suoi! L’importante è il rispetto!
Simonetta: E’ una libertà di scelta.

Raffa: Credete che per un artista che non sia apertamente gay, ma che in fondo lo è, che ama il proprio pubblico, sia meglio essere sincero e farsi portavoce per quei fan che voglio gridarlo al mondo, o meglio tacere e non rischiare l’opinione pubblica e di essere etichettato e magari risentirne il proprio successo?

Simonetta: Io rispetto entrambe le scelte, se c’è chi si sente libero di aprirsi fino in fondo anche nel privato con i fan è ammirevole e bellissimo. Se c’è poi chi questo lo vive nel privato e non si sente di farlo in pubblico, è giusto rispettare le scelte. La libertà è anche poter scegliere. E da fan ragionerei in questo modo, perché conoscendo il mio artista capirei tutto di lui, lo rispetterei e lo amerei al di là della sua vita privata.
Greta: Sai, non ho mai sentito nessuno che ha detto tipo “ok oggi lo dico! Devo dirlo a tutti: sono etero” e credo valga per un omosessuale.

Raffa: E’ un progetto isolato o avete in programma di fare altro insieme?

43faeb75827352a5a949d94bdce8b15eSimonetta: Per ora è un progetto isolato dedicato a questa tematica, ci siamo unite per “l’amore merita” e quest’estate partirà una tournée che ci porterà in giro per tutta l’Italia. Le date usciranno tra qualche giorno su tutte le nostre pagine Facebook. E poi al di là de “L’amore merita” abbiamo tutte quante un percorso che abbiamo intrapreso da tempo e che porteremo avanti. Non escludiamo un’altra possibile collaborazione perché ci siamo trovate davvero bene insieme.

Raffa: Sappiamo che tutte venite dal mondo dei talent e soprattutto quello di Queen Maria De Filippi, vi siete sentite abbandonate dal fatto che non vi abbia ancora dato spazio nel programma, come ha fatto con altri ex concorrenti, o avete già preso accordi con lei e avrete spazio?

*Si guardano prima tutte tra di loro in maniera complice e poi decidono di anticipare il tutto!*

Verdiana: A dire il vero, siamo da poco state negli studi e negli alloggi di Amici e abbiamo registrato con i ragazzi anche il momento in cui abbiamo cantato con loro la nostra canzone. Maria è nostra supporter, a lei dobbiamo molto e infatti questa settimana andrà in onda la nostra registrazione e in quel momento ci verrà dato spazio. Siamo prime su iTunes da ben due settimane e la nostra canzone ha bisogno comunque di essere veicolata: quale miglior canale se non Amici con il suo pubblico arcobaleno, di giovani ma soprattutto di mamme, di papà che così possono avere più possibilità di essere sensibilizzati a queste tematiche che troppo spesso si evita di affrontare, si fa finta di conoscerle quando poi le si conosce solo marginalmente? Grazie Maria. .

Raffa: Secondo voi quanto davvero un talent show in Italia può aprire le porte del successo per la carriera di un artista?

Roberta: Io penso sia fondamentale pensare che un talent show non sia un punto di arrivo, ma un punto di partenza: uno dei tanti ostacoli, vetrina e trampolino, una delle tante opportunità che un artista può avere per riuscire a farsi conoscere da un pubblico molto più grande. È un percorso tortuoso, però è una possibilità per farsi conoscere da tanti.
Simonetta: Credo che il talent bisogna viverlo con consapevolezza, con la voglia di andare avanti, di imparare a tenere un palcoscenico, perché con un talent puoi apprendere gratuitamente tutto questo. Metterti in gioco con il pubblico e poi da lì partire, rimboccarsi le maniche, anche perché uscire da un talent non significa aver successo: non tutti possono vincere e quando non vinci devi avere la consapevolezza di capire quello che realmente vuoi fare nella vita, e se questo è fare musica e trasmettere al pubblico il tuo lavoro, e non stare dentro uno schermo e firmare autografi, allora sei sulla giusta strada.
Greta: E’ un percorso che ti aiuta a capire te stesso, (riferendosi ad Amici) per esempio noi avevamo la tuta e non eri più in proprietà dei tuoi vestiti, strappata via dalla vita quotidiana, fai un grande lavoro su te stessa oltre che sul tuo lato artistico. È tutto un insieme.
Verdiana: Sai, non voglio essere polemica, ma ho troppe volte sentito dire che i talent hanno rovinato la musica. Sempre più persone non comprano un artista o non lo ascoltano perché “uscito da quel talent” e per partito preso i lavori di quell’artista vengono considerati senza qualità. Certo è anche vero che c’è chi il talent lo usa per le velleità dell’essere famoso e per saltare la gavetta che è dovuta e sacrosanta in ogni lavoro, ma non tutti siamo così. Ti parlo della mia esperienza: ho fatto un Sanremo a 15 anni, poi varie vicissitudini personali mi hanno purtroppo portata a fermarmi per un periodo, avevo un disco pronto che andavo a propinare a tutti i discografici che mi dicevano “fai un talent!” , per i quali non sono portata – pensa solo che durante Amici ho preso male la nostra “reclusione” e sono arrivata a pesare solo 48 kili. Il mio mondo è il palco. Però è anche vero che un talent può essere una grande opportunità che viene data agli artisti. Sono dell’opinione che oggi in Italia per fare un disco o scegli la strada dell’autoproduzione e cominci a battere tutti i vari locali e cerchi di portare la tua musica alle persone, oppure fai un talent mettendoti in gioco e lavorando seriamente.
Simonetta: E’ pur vero che i discografici cercano la piazza pronta: chi esce da un talent è già “commercializzabile”. Un talent ti avvantaggia sulla popolarità, sul crearti lo “zoccolo duro” del pubblico senza iniziare da zero – che per quanto difficile non è impossibile – e anche io se fossi discografica ragionerei così. L’importante è lavorare tanto e restare sempre umile!
Roberta: Anche perché fai il talent, vero, ma il percorso comunque te lo devi costruire dopo. Devi rimetterti in gioco da capo.
Simonetta: Poi purtroppo vige anche un po’ l’idea che se non ti vedono in tv per un po’ di tempo cominciano a pensare che non fai più niente. Spesso invece non sanno che proprio in quel periodo stai crescendo più di quello che ogni giorno potresti fare in tv, perché in privato stai lavorando come un matto.
Greta: La musica è sul palco, non solo in tv.

Raffa: Sapete che ci piace chiudere le nostre interviste con la nostra domanda da “marchio di fabbrica”. Qual è la domanda che nessuno vi ha mai fatto ma alla quale morite dalla voglia di rispondere?

ca6253867ddefd1d414a05291f49ac37Roberta: Oggi è il mio compleanno, per cui se mi chiedi quanti anni ho ti risponderò sempre 19 … nel cuore 16.
Greta: Se vuoi puoi chiedermi se sono felice. Perché sono davvero felice, è un momento molto bello. Che è difficile la felicità eh, non è proprio da tutti, ma io ora sono molto felice!
Simonetta: La mia è un po’ complessa. La domanda che nessuno mi ha mai fatto è inerente alla fede, perché oggi magari si predica tanto, ma non si pratica. La fede secondo me è appunto credere, credere in qualcosa di grande, importante, infinito. Nessuno mi ha mai chiesto cosa ti aspetti dopo questa vita. In nessuna intervista. Io non credo possa esistere il nulla, e penso che dopo questa vita ci siano ancora tante tante altre rivincite e gioie.
l'amore meritaVerdiana: Nessuno mi ha mai chiesto se la musica è stata una scelta oppure un po’ mi ci sono trovata. Perché si dice che la musica ti sceglie. In realtà. Nonostante venissi da una famiglia che di musica ne ha macinata tantissima con un papà musicista, un nonno con un’emittente libera e con me che son cresciuta ascolta mille e più vinili, solo a 18 anni mi sono fermata e mi sono chiesta: ma questa cosa la faccio perché l’ho scelta o perché mi ci sono trovata? È per caso un gioco di bambina che continuo a fare? Poi ho capito che quella era la mia scelta, perché la musica è una scelta. In quel momento ho scelto che la musica doveva essere il mio pane quotidiano, il mio lavoro, il mezzo con cui guadagnarmi la pagnotta e poi me la sono reinventata in mille modi per vivere di questo.

Raffa: Grazie mille ragazze! Siete state simpaticissime e disponibili.

Roberta: Grazie a voi! Ci siamo divertite tanto. Ma ora, lasciateci salutare i lettori e gli amidi de IlPuntoH.
Raffa: Certo! (vi lascio al video)

E se non avete ancora ascoltato la loro bellissima canzone, fatelo NOW!

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