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La morte di un bambino di 10 anni a Los Angeles potrebbe essere stata causa da un attacco omofobo in famiglia

Un bambino di 10 anni avrebbe detto “mi piacciono i ragazzi” prima della sua morte sospetta.

Anthony Avalos è morto lo scorso giovedì dopo aver subito un trauma cranico nella sua casa a Los Angeles e il LA Times ha riferito che gli assistenti sociali e la polizia sono stati informati che il giovane ragazzo fosse stato abusato per anni prima della sua morte sospetta.

La madre del bambino, intorrogata dalla polizia e dai medici ha affermato che il bambino sarebbe caduto per le scale battendo la testa e perdendo conoscenza.

Ma ora in un nuovo sviluppo delle indagini, Brandon Nichols, vice direttore del Dipartimento per i servizi sociali per i bambini e la famiglia, ha raccontato ai media che Anthony  “ha detto che gli piacevano i ragazzi” prima della sua morte, ma ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli, compresi chi glielo abbia riferito e quando.

Ora le autorità stanno studiando se l’omofobia abbia avuto un ruolo nella morte di questo bambino di soli 10, nell’America di Trump sempre più razzista, omofoba e ottusa.

Gli investigatori ritengono che Anthony abbia subito abusi fisici ed emotivi, privazione del cibo, negligenza generale, scontri forzati tra i bambini di casa – come ad un comattimento tra cani – e lunghi periodi di “accovacciamento” forzato sul pavimento di casa.

È stato anche riferito che nel 2013 presumibilmente sia stato aggredito sessualmente da suo nonno.

Ora ditemi, voi poveri benpensanti timorati di D.o: siete ancora convinti che perché due persone etero – un uomo e una donna – abbiano ancora diritto indiscusso di essere genitori nonostante tutto, mentre due persone dello stesso che AMANO e sono pronti a far crescere i bambini che arriveranno loro nell’amore e nella tranquillità di una famiglia che si ama e si rispetta, che queste persone solo perché gay non abbiano il diritto di avere una famiglia?

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.