Lettera a un omofobo

In occasione del lavoro del governo in questi giorni per avere, finalmente anche in Italia, una legge contro l’omotransfobia, scrivo a chi si oppone. Nella speranza — molto probabilmente vana — che cambi idea.

Caro omofobo, per favore, siediti. Dobbiamo parlare.

Qualcosa mi dice che sei rimasto parecchio indietro. Voglio quindi “aggiornarti”, proprio come si fa con le app e i software, e fornirti informazioni che ignori ma che ti servono. Non partire subito sulla difensiva. Anche io ignoro tante cose, tantissime. Questo mi rende ignorante e incompetente nei campi più diversi, dal calcio alla biologia molecolare. Ignoranza significa non conoscenza. Siamo tutti ignoranti in qualcosa. Ora voglio aiutare te a colmare le tue lacune in termini di orientamento sessuale e omosessualità. Magari un giorno aiuterai tu me a capire di più su altri temi. Il fuori gioco, per esempio.

L’orientamento sessuale è uno dei tanti tratti caratteristici di un essere umano. È come il colore degli occhi o dei capelli. È come essere destrimano, mancino o ambidestro. Alcune persone hanno gli occhi verdi, altre i capelli rossi, qualcuno è mancino e non poche persone non sono eterosessuali. Che cosa significa? Significa che noi omosessuali siamo attratti da persone del nostro stesso sesso. Per attrazione non intendo solo qualcosa di fisico o sessuale. Ma anche e soprattutto qualcosa di emotivo e psicologico. Mi spiego meglio. Non sono gay perché faccio sesso con altri maschi. Sono gay perché mi innamoro di altri maschi. Esattamente come succede a te con le persone di sesso opposto al tuo. Essere contrari ai gay è come essere contrari ai mancini perché invece della mano destra usano la sinistra, la mano di Satana.

Sono ateo. Farei volentieri a meno di parlare di religione, Dio, Satana, Gesù, Giuseppe e Maria. Quel che c’è scritto nella Bibbia (che sicuramente avrai letto più e più volte) dovrebbe importare più a te che a me. So che da qualche parte si legge che due uomini insieme sono un abominio. Come lo sono i tatuaggi, mangiare gamberetti e dormire nello stesso letto con tua moglie quando lei ha il ciclo ed è impura. Insomma, ti ringrazio, ma questa roba non fa per me. Come se avessi accettato. Tuttavia capisco che per te possa avere una gran rilevanza. Per questo avrei delle domande da farti.

Come mai il tuo Dio ce l’ha tanto con noi persone Lgbt+ ma sembra fregarsene di quelle che muoiono nel mare (o in montagna), di bambini violentati, stuprati e rovinati a vita da nonni, zii, vicini di casa e preti pedofili? Perché mi ritiene sbagliato se (secondo il tuo credo) sarebbe proprio lui a volermi così? Correggimi se sbaglio, per quanto ne so io, “non si muove foglia che Dio non voglia”, giusto? Lui mi ha fatto gay, non l’ho scelto io. Non mi dispiace esserlo, mi piace innamorarmi di un uomo, fare l’amore con lui, fare sesso anche solo per divertimento. Insomma, come e a chi faccio del male se vivo la mia vita esattamente come fate voi eterosessuali? 

Non faccio del male a nessuno. Ma tu e quelli come te ne fate a me e a tanti altri come me. Voi omofobi non vi rendete conto del danno che causate a chi vi ascolta, a chi si ritrova a sentire le vostre parole di disprezzo, i vostri messaggi d’odio. Perché? Che cosa vi abbiamo fatto di così orribile da meritarci i vostri sputi e la vostra merda? Che cosa vi togliamo se amiamo chi e come amiamo? Ad alcuni di noi voi togliete la vita senza neanche rendervene conto. Il tasso dei ragazzini non eterosessuali che si suicidano è tre volte superiore a quello degli adolescenti eterosessuali. Secondo te, come mai?

Immagina di essere gay. Ci sei nato, non l’hai scelto. Nessuno sceglie di essere omo, trans, bi o eterosessuale. L’orientamento sessuale, ricorda, è come il colore degli occhi. Non lo scegli. Ci nasci. Ora immagina di essere un ragazzino delle medie attratto più dai maschi che dalle femmine, che sente tutti dire solo cose brutte e negative su ricchioni, froci, sodomiti. Cioè su di te. Perché è anche con te che ce l’hanno quando massacrano un gay. Anche quando non sai ancora di esserlo. Magari è solo una fase, no? Immagina di dover fingere di essere “normale” — cioè etero, come se tutti gli etero fossero “normali” — a scuola, a casa, in famiglia, in giro, per strada, in vacanza. Sempre. Ovunque. Immagina di essere poco più che bambino e di non capire perché ti piacciono i maschi e non le femmine visto che — da quel che hai compreso e fatto tuo — è contro natura, un peccato mortale, una malattia.

Siamo sani da trent’anni. Lo siamo sempre stati ma se ne sono accorti solo trent’anni fa. Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità finalmente si decise a cancellare definitivamente l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Il prossimo 17 maggio noi gay celebreremo il 30° anniversario della nostra “guarigione”. Per gli omofobi c’è poco da festeggiare, visto che ricorre la Giornata internazionale contro l’omotransfobia. Medicina e psicologia concordano nell’affermare che la vera malattia non è l’omosessualità ma l’omotransfobia. La scienza ha stabilito che quell’astio irrazionale e ingiustificato di soggetti come te contro noi persone Lgbt+ è una vera e propria malattia da curare. Ora come la mettiamo?

Mettiamola che abbiamo urgente bisogno di una legge contro l’omostransfobia. Insultare una lesbica, un gay, una trans deve essere vietato, proibito, sanzionato. E chi lo fa deve essere curato, educato, istruito. Nessuno si sogna di andare in giro a massacrare i mancini solo perché non usano la mano destra. Eppure i bambini mancini, se in classe subiscono qualche sfottò, una volta a casa hanno mamma e papà ad accoglierli e a rassicurarli che non c’è nulla di sbagliato nel mancinismo. A molti di noi Lgbt+ nessuno è mai venuto a dire che non c’è niente di male nel non essere eterosessuali. Anzi. Ci avete fatto credere le più mostruose assurdità su noi stessi. L’ignoranza ha fatto e continua a fare solo danni. Più di qualunque virus. Ora che hai letto quello che volevo sapessi, ti faccio una sola domanda. Tu da che parte vuoi stare?

L’ultima cosa che provo a dirti affinché cambi idea è che da adesso in poi l’omofobia sarà una tua scelta. Non ti chiedo di amarci. Ti chiedo di non odiarci. Tutti preferiscono un abbraccio a un cazzotto. Noi Lgbt+ non siamo diversi.

Alessandro Cozzolino, life coach

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *