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L’inviato speciale a Lisbona di #Titina18 per Eurovision – prima semifinale

#Titina18 ha il suo inviato speciale da Lisbona in questo Eurovisio 2018. Cristian, ci racconta questo Esc2018 da dentro.

Titina18-InviatoSpeciale-ESC2018Sì Titiners di #Titina18, sono il vostro Inviato Speciale in quel di Lisboa e proverò a farvi vivere le emozioni del pubblico all’interno dell’arena nelle 3 serate finali di quesot Eurovision 2018.
Andiamo subito al sodo: il palco quest’anno è imponente ma manca una cosa a cui ci eravamo tanto affezionati – gli schermi a led sullo sfondo  – motivo per cui da casa si vedono alcuni effetti di cui noi del pubblico ignoriamo l’esistenza.
L’arena martedì sera era piena ma non pienissima, questo perché non pochi eurofans arrivano per la seconda semifinale o addirittura per la finale, ma il bello è viverle tutte.
L’ambiente è sempre emozionante: ti trovi in mezzo a persone di tutte le nazionalità che arrivano da ogni parte del mondo, e a differenza delle competizioni sportive, qui non c’è rivalità se non nel momento in cui si aprono le porte dell’arena e si scatena una corsa all’ultimo sangue per avere i posti migliori.
😮
Sì, è sempre curioso vedere come la regia sia studiata nei minimi dettagli: mentre in tv vanno le cartoline, il palco si riempie di decine di persone che in pochissimi secondi allestiscono scenografie pazzesche senza sbagliare un colpo.
La cosa brutta, quest’anno, è che dal parterre l’audio delle presentatrici è a dir poco pessimo, in pratica tutto quello che non è una canzone l’ho sentito a malapena. Le cartoline? Manco quelle vediamo dal pubblico in arena ad Eurovsion 2018, perché vengono proiettate su dei display che stanno dietro alla struttura del palco. Leggevo su Twitter di fantomatiche porte rosse ma dovrò aspettare di rivedere le serate televisive al mio ritorno.
Detto questo, il pubblico è sempre entusiasta per tutto e tutti, in pieno spirito eurovisivo.
 Tra le preferite della prima semifinale ci sono sicuramente Israele, Finlandia e Cipro: soprattutto l’esibizione di queen Netta è stata cantata a squarciagola da tutta l’arena… GAY POWEEER!!!
Non a caso, quelle tre sono le canzoni che vengono messe più spesso alle serate eurovisive dell’EuroClub e dell’EuroCafé, le due location danzerecce allestite a Lisbona per le serate degli eurofans.
Grande emozione tra il pubblico anche per l’Irlanda, non tanto per la canzone quanto per la messa in scena ampiamente gayfriendly.
Cosa mi porto dentro dalla prima semifinale? I timpani rotti per gli acuti pazzeschi della estone. Più dentro di così, se more!
Ma c’è una piccola nota negativa: quest’anno più del solito, la ripresa delle esibizioni per la televisione è diversa da quello che si percepisce dal pubblico; spesso e volentieri le telecamere si concentrano su dettagli che, dal parterre, sono visivamente inaccessibili.
Eurovision è pur sempre un grandisismo spettacolo e stasera vivrò dal vivo per voi la seconda semifinale e domani ve ne parlerò sempre qui, sulle pagine de Il Punto H.
 Até jà
Cristian

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.