L’omofobia di Google che censura la community LGBT

Kiddle omofobia - ilpuntoh

È il motore di ricerca più utilizzato al mondo, nonché cuore delle principali funzioni quotidiane di posta elettronica, archiviazione cloud, blogging. Google accompagna le nostre vite da quasi vent’anni, festeggiando spesso le vittorie della comunità LGBT con i suoi doodles. Questa volta però il colosso di Mountain View è finito nell’occhio del ciclone per la sua omofobia. Se negli anni addietro il motore di ricerca ha festeggiato nascite e anniversari di personaggi di spicco dichiaratamente omosessuali, pare che tale normalità non sussista per i bambini.

L’omologo Kiddle, motore di ricerca Google pensato appositamente per i più piccoli, sembra infatti escludere dalla lista di parole da ricercare termini come “transgender” e “bisexual” perché ritenute inappropriate.

Digitando la parola query gay, infatti, kiddle darà il seguente messaggio: «Hai inserito una chiave di ricerca riguardante la community LGBT. Per favore considera che mentre Kiddle non ha nulla contro la community LGBT, è difficile garantire la sicurezza di tutti i risultati di ricerca per alcune richieste. Ti raccomandiamo di parlare con i tuoi genitori o tutori a riguardo».

Kiddle omofobia censura - ilpuntoh

In realtà anche inserendo nella stringa il nome di “Pamela Anderson” bollata come “parolaccia” da parte di questo “Google for Kids”, probabilmente ha più motivo di risentirne l’ex bagnina di Baywatch che la community arcobaleno. Tuttavia la finalità del motore di ricerca è naturalmente, o almeno dovrebbe essere, quella di mantenere i bambini, alle prese con la rete, lontani da contenuti per gli adulti, benché pare, secondo le restrizioni attuali, che i minori siano praticamente allontanati da una qualsiasi potenziale educazione sessuale.

I più piccoli infatti saranno inabilitati a qualsiasi tipo di informazione, anche scolastica, su tematiche che, anche tra i banchi, potrebbero ritrovarsi ad affrontare già nella loro giovane vita. Tale censura non farà altro che alimentare ulteriormente ignoranza e disinformazione per generare adulti inclini alla chiusura mentale e l’intolleranza al diverso da sé.

Non sarebbe meglio censurare i soli contenuti espliciti per adulti, come il porno e il gioco d’azzardo, lasciando ai più piccoli la libertà di scoprire quello che, da giovani adolescenti, inizieranno a guardare in un qualsiasi videoclip in onda distrattamente su MTV?

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