L’Ordine dei Medici di Israele si oppone alla terapia di conversione

L’Ordine dei medici di Israele ha pubblicamente dichiarato la propria opposizione alla terapia di conversione ed ha proibito a tutti i propri membri di effettuare la pratica, provata a più riprese dannosa e traumatica.

“Una revisione organica di studi e documenti di sintesi di altre organizzazioni ha mostrato un consenso nella convinzione che non ci sia posto per nessun trattamento basato sul presupposto che l’omosessualità sia una malattia o un disturbo che necessita essere curata. Il trattamento per cambiare il proprio orientamento sessuale si è rivelato inefficace e probabile causa di danni mentali, come ansia, depressione e tendenze suicide.” ha detto l’IMA in una comunicazione.

Qualunque membro dell’organizzazione dovesse praticarla o prescriverla andrà incontro a sanzioni che vanno dal semplice richiamo alla revocazione dell’iscrizione all’ordine.

La dichiarazione segue un esposto inviato all’ordine, ispirato dal reportage pubblicato da Ynet news (un quotidiano israeliano) che rivela la frequenza delle terapie di conversione clandestine nel paese, soprattutto tra i gruppi religiosi.

“La terapia di conversione potrebbe portare all’isolamento sociale ed astinenza, come anche a difficoltà nel perseguimento dell’intimità, difficoltà nei rapporti sessuali, rabbia, allontanamento dai genitori e dalla famiglia e molte altre problematiche. Oltre i danni che possono essere causati da queste cosiddette cure, i pazienti potrebbero subire le conseguenze di psicologi senza formazione. Ed ancora, questo espone adolescenti e bambini ad abusi” si legge nel reportage.

L’Associazione Israeliana degli Psicologi aveva già condannato la pratica nel 2017, sostenendo che non solo non aiutava, ma causava danni, soprattutto agli adolescenti, ed ora attraverso la sottoscrizione della dichiarazione dell’ordine dei medici la hanno condannata anche la Società di Medicina per gli Adolescenti, l’Associazione Pediatrica Israeliana, la Società per la Promozione della Salute nella Comunità LGBT, l’Associazione Israeliana dei Medici di Famiglia e L’Associazione Psichiatrica di Bambini ed Adolescenti.

La comunità LGBT+ locale ha celebrato la dichiarazione: “Sentivamo che le associazioni mediche in Israele avevano bisogno di chiarire le loro posizioni a riguardo. Queste linee guida potrebbero salvare vite” ha dichiarato il Dr. Ruthi Gofen, cofondatore del centro LGBT Gan Meir a Tel Aviv.

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