Ministro Fontana : “Perché esistono le famiglie arcobaleno?”

In un’intervista rilasciata due giorni fa al Corriere della Sera, Lorenzo Fontana, neoministro della Famiglia e Disabilità e fervente cattolico, alla domanda su come ha intenzione di comportarsi nei confronti delle famiglie arcobaleno ha risposto “Perché esistono le famiglie arcobaleno?”, sostenendo subito dopo che al momento non esistono per la legge.

 

Fontana, leghista, omofobo pur sostenendo di non esserlo perché ha “tanti amici omosessuali, del resto ho vissuto a Bruxelles tanti anni dove ci sono anche nelle istituzioni” da anni si batte affinché non vi siano leggi contro la discriminazione lgbt+, leggi da lui definite “eterofobiche”, supportando un modello di famiglia tradizionale e patriarcale formato da uomo, donna sottomessa e bambini (che lui sostiene essere la “famiglia naturale”).

 

Riguardo le adozioni da parte di coppie gay sostiene che non ci sarà discriminazione verso i bambini, ma allo stesso tempo che bisognerà “decodificare cosa significa ciò che sta succedendo” circa le anagrafi che registrano i figli di genitori dello stesso sesso.

 

Altra affermazione altamente criticata è stata quella riguardante l’aborto: ritiene di poter alzare il tasso di natività abbassando l’iva sui prodotti per l’infanzia e potenziando i consultori affinché dissuadano le donne dall’aborto, questo a dieci giorni dall’anniversario della legge 194.

 

Persino Salvini ha voluto prendere le distanze da tali affermazioni (pur non essendo lontane dal suo punto di vista), dichiarando che le unioni civili e l’aborto non fossero in discussione nel contratto di governo.

 

Fontana dice di volersi opporre al modello relativista che domina la società odierna, ma con la sua prima intervista da ministro ha dimostrato di voler portare avanti una politica di opposizione alle minoranze, che si tratti di immigrati, famiglie arcobaleno o donne in un’Italia che rischia solamente di tornare indietro.

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