Momento nostalgia: che cosa ascoltavamo nel 2006?

musica pop 2006

POP 2006 – cosa ascoltavamo?

Ci penso da un po’: il 2006 è stato una manna per gli amanti della musica pop. Un giubileo di frociate che difficilmente ritornerà (il 2011 gli  è andato vicino, ma è troppo presto per rendersene conto). E così, in questa calda sera di giugno in cui gli unici dischi nuovi capaci di stimolarmi sono Lemonade e Dangerous Woman, ho deciso di rifugiarmi nel caldo e confortante abbraccio nostalgico del passato, dei tempi in cui avevo il girovita di Marisa Laurito e il sex appeal di Rosario Muniz.

Basta indugi allora, mandiamo indietro le lancette dell’orologio di 10 anni: torniamo a quando la cosa più figa della Apple era l’iPod nano verde acido; a quando altro che retweet, l’emozione più grande te la regalava un trillo di MSN; a quando i selfie al massimo li facevi usando lo specchio del bagno con fotocamere da 3 pixel… Pronti allora: ecco le canzoni che ascoltavamo nell’estate del 2006.

Paris Hilton – Stars Are Blind

Prima di produrre inni sociali per Lady Gaga, il caro Fernando Garibay produceva pezzi meno pretenziosi ma più pop, spensierati e caraibici per un’ereditiera anoressica diventata famosa per un video in cui faceva un pompino interminabile. Prima di Kim Kardashina c’era lei, Paris Hilton, che nell’estate 2006 ha raggiunto l’apice con un tormentone pop indimenticato e un disco niente male, Paris.

https://www.youtube.com/watch?v=joWpYsKere8

 

Shakira – Hips Don’t Lie

Premessa: odio le canzoni latineggianti e odio i tormentoni che si ascoltano sempre e ovunque, quelli che piacciono anche alla nonna 80enne. E infatti anche questa hit di Shakira non è che mi sia andata mai troppo a genio. Col tempo però, a freddo, l’ho apprezzata un po’ di più e devo dire che è uno dei pochi pezzi della diva colombiana che canticchio con piacere.

 

Gwen Stefani – The Sweet Escape

Nel 2006 The Sweet Escape (il disco) è stata una mia assoluta ossessione, adoravo tutto di quel progetto: singoli, foto (ma che bella è la copertina?), performances. Tutto. Dieci anni dopo Gwen è tornata con un disco che, in confronto, è da uccidersi apposta per rivoltarsi nella tomba: ma dove sono i pezzi anche minimamente vicini a Wind It Up, Early Winter, Don’t Get It Twisted o questo archetipo pop che è The Sweet Escape?

 

Nelly Furtado – Promiscuous

Insuperabile, tra il 2006 e il 2007 il trio: Timbaland-Furtado-Timberlake ha fatto sfaceli e Promiscuous, il loro primo grande successo, era di una perfezione così disarmante che difficilmente si può trovare qualcosa di minimamente avvicinabile ancora oggi. Per non parlare, anche in questo caso, dell’intero disco di Nelly, Loose, che ha sfornato hits anche per tutto l’anno successivo. Che sia successo di sbagliato poi nella carriera di Nelly Furtado devo ancora capirlo ma solo per Promiscuous meriterebbe l’immortalità mediatica.

Justin Timberlake – Sexyback

In realtà quando Sexyback è uscita l’estate volgeva già al termine ma chissenefrega, anche questo pezzo è talmente bello da essere divenuto praticamente immortale, non sapete quanto spesso lo sento ancora in giro. Justin poi era talmente figo che ogni volta che mi vedevo il video mi dovevo cambiare le mutande. Poi oh, lui è talmente talentuoso che dieci anni dopo è uno dei pochi che continua a proporre prodotti degni di nota.

Pussycat Dolls – Buttons

Fifth Armony, Little Mix… ma fatemi il piacere! Le Pussycat sì che erano una girl band coi controcazzi: durate quanto un gatto in tangenziale, come ogni gruppo che si rispetti, ma abbastanza fighe da aver sparato da un solo disco una quantità indefinita di hits tra le quali Buttons regna incontrastata, per me è anche meglio di Don’t Cha. Dio quante volte mi sono strusciato in camera mia sentendomi Nicole.

Christina Aguilera – Ain’t No Other Man

Di Christina potete dire tutto ma non che non sia capace di creare dischi studiati ed omogenei (Lotus è solo il nome di un fiore, vero?). Back To Basics era un cazzo di capolavoro vintage, Christina/Baby Jane splendeva come una stella del cinema anni ’40 e il singolo di lancio del progetto, questa Ain’t No Other Man, era un mix perfetto di energia, classe, innovazione e figaggine. Altro che Your Body.

Beyoncé – Deja Vu

Alti e bassi. Se Christina, Nelly e Gwen son passate, in dieci anni, dalle stelle alle stalle, Beyoncé ha fatto il percorso inverso. Se questa Deja Vu era un bel comeback dopo il disco di esordio, è anche vero che il riscontro di pubblico non fu proprio entusiasta. Poco importa però: primo perché a 10 anni di distanza Beyoncé è la regina del pop, secondo perché, alla fine, anche Deja Vu è invecchiata alla grande.

Amy Winehouse – Rehab

La vita di Amy è stata un casino totale. Tutto sbagliato, dall’inizio alla tragica fine, ma noi tutti dobbiamo esserle grati per sempre, per aver plasmato, dall’alto delle sue sofferenze, la nostra cultura. Non ci sarebbe tanta della musica che c’è oggi se il 2006 non fosse stato illuminato dalla sofferenza di Amy Winehouse. Back To Black, Rehab, Love Is A Loosing Game… non sapevo che pezzo scegliere ma alla fine ho optato per Rehab, che non è una canzone, è un disperato grido d’aiuto che nessuno ha mai avuto il coraggio di ascoltare.

Fergie – London Bridge

Grezzotta, sboccata e maiala. Insomma, tutto tranne che British ma anche ‘sti cazzi se il risultato è la colonna sonora per un viaggio a Londra di ogni gay del cosmo – o perlomeno la mia. Altro disco niente male, pieno di hit da qui all’eternità, The Dutchess, e altra carriera che, almeno da solista, non è riuscita a ripartire dopo un exploit a tutto gas. Peccato, Fergie sola è molto meglio.

Cher – One By One

Bis personale. Io nel 2006 ho praticamente passato l’estate guardandomi il Farewell Tour di Cher al PC e ascoltando, dal disco It’s A Mans World del 1996 – doppio salto -, questo capolavoro poco conosciuto che, con questo articolo, spero di diffondere un po’. Dategli una chance, vi assicuro che la merita.

E voi? Che ascoltavate nel 2006?

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