Nasce il Tavolo di consultazione permanente Lgbt contro la discriminazione

È nato il tavolo di consultazione permanente LGBT con la firma del decreto da parte del sottosegretario alla presidenza con delega alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora ed avrà sede all’interno di Palazzo Chigi.

Il tavolo, che sarà presieduto da Spadafora stesso e comprenderà ben 48 associazioni per la protezione dei diritti LGBT+ provenienti da tutta Italia, per prima cosa avrà il compito di scambiare informazioni e dati sulla comunità per poi basare sui dati azioni per contrastare la discriminazione e soprattutto i crimini d’odio che di recente stanno dilagando nella penisola.

Si legge infatti nel decreto che si è “ritenuto opportuno istituire un Tavolo di consultazione permanente con le associazioni impegnate nella tutela dei diritti e nel contrasto alle discriminazioni delle persone LGBT, al fine di favorire informazioni e scambio di conoscenze, dati, best practices ed elaborare proposte di azione volte a contrastare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, promuovere un clima di rispetto della dignità delle persone Lgbt e divulgare la cultura delle differenze”. Il documento prevede anche la lista delle 48 associazioni scelte in risposta al bando pubblicato il 18 settembre (per cui la partecipazione sarà gratuita salvo i costi di trasporto).

Lista delle associazioni partecipanti

Il tavolo LGBT, nato in risposta alla nascita dell’intergruppo “Vita, Famiglia e Libertà”, composta principalmente di membri conservatori, resterà operativo per tutta la durata del mandato governativo e prevedrà la presenza anche del capo de Dipartimento Pari Opportunità Alessandra Ponari, del dirigente coordinatore dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) Luigi Manconi e di altri collaboratori degli uffici di Dipartimento.

Oltre le sedute generali, convocate unicamente dal sottosegretario, si creeranno dei sottogruppi (a cui potranno partecipare anche le articolazioni territoriali delle varie associazioni ed organismi che ne hanno fatto domanda) che tratteranno tematiche specifiche legate alla comunità Lgbt+ ed i suoi problemi.

Il progetto nasce in un governo che sin dall’inizio ha provato ad ostacolare i diritti Lgbt e che ad ora, nonostante il preoccupante aumento dei casi di violenza contro persone Lgbt+, anche di ispirazione neofascista, non ha cambiato le proprie posizioni conservatrici rispetto ad essi.

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