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Netta a sostegno delle famiglie arcobaleno in Israele

La vincitrice israeliana dell’Eurovision 2018 – Netta Barzilai – afferma che è “assurdo” che le persone LGBTQ non abbiano ancora gli stessi diritti nel suo paese.

La cantante ventiseienne, che ha guadagnato la vittoria per Israele nell’Eurovision Song Contest dello scorso anno con il suo potente brano “Toy”, afferma che il governo israeliano non si sta muovendo “abbastanza velocemente” quando si tratta dell’uguaglianza in materia LGBTQ.

“È assurdo che i gay qui non abbiano gli stessi diritti che ho io, ad esemio. È pazzesco che io possa  metter su famiglia con chi voglio, e loro non possano”, dice Netta nel numero di giugno di Attitude, rivista on line e cartacea made in UK che l’ha intervistata.


“Siamo obbligati a pagare le tasse, dobbiamo tutti servire nell’esercito, ma il governo non ci tratta allo stesso modo. È bello vedere che stiamo facendo progressi, che stiamo andando avanti, ma non è abbastanza veloce o al passo con i tempi.”

-Netta-

Israele ha un curriculum misto per quanto riguarda i diritti degli omosessuali: nonostante abbia vantato alcune delle leggi sui diritti dei gay più progressiste in Medio Oriente e in Asia, il paese sulla costa mediterranea sta ancora introducendo l’uguaglianza dei matrimoni e le coppie gay hanno affrontato fino a poco tempo fa barriere severe in materia di adozione.

Nonostante una sentenza della corte del 2008 legalizzi l’adozione da parte delle coppie dello stesso sesso, i bambini hanno diritto ad essere adottati come “ultima risorsa” se non è possibile trovare altre coppie di sesso misto – qualcosa che il governo ha indicato come possibile cambiamento sin dal 2017.



“Quando indebolisci qualcuno, quando dici loro che non valgono più di qualcun altro, ci vuole tempo per riprendersi e ricominciare a credere in se stessi”


-Netta-

Tel Aviv ha una fiorente scena LGBTQ e la parata annuale del Pride vede centinaia di migliaia di persone che scendono in piazza per celebrare la comunità LGBTQ – ma Netta dice che molte persone gay in tutta Israele continuano a lottare per essere accettate.


“Penso che molti omosessuali abbiano paura di venire fuori perché sentono o credono di essere inferiori. Dovremmo usare il nostro potere sui social media per portare costantemente questa discussione alla ribalta e rendere le parate del Pride ancora più grandi. Sì, è vero, vedi alcune famiglie che visitano Tel Aviv Pride ma non è abbastanza. L’orgoglio gay dovrebbe essere una festa nazionale, non solo una festa, dovremmo sempre cercare di coinvolgere più persone”.

halfblood

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.

  • Xersex

    quanto ha ragione!!!

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