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Nuova aggressione omofoba a Roma Tiburtina

L’omofobia continua ad attaccare la comunità LGBT italiana. Questa volta la vittima è un ragazzo di 21 anni, che rientrava dal suo primo giorno di lavoro.

A pochi passi dalla stazione di Roma Tiburtina, il giovane è stato seguito, minacciato, picchiato e rapinato dal branco, senza che qualcuno intervenisse in suo aiuto. A causa delle ecchimosi sul volto, ha trascorso una notte in ospedale, da dove è stato rimesso con cinque giorni di prognosi.

Il Circolo di cultura omosessuale Mario Meli si è prontamente offerto per dare assistenza alla vittima. Solidarietà al ventunenne è giunta anche dalla Sindaca Virginia Raggi: «È inaccettabile quanto accaduto a Federico, vittima di un vile pestaggio omofobo. Roma rifiuta violenza. Responsabili siano assicurati alla giustizia».

Anche Monica Cirinnà, promotrice della legge sulle unioni civili, ha condannato l’aggressione: «Il pestaggio, ad opera di un gruppo di neonazisti, indica a quali conseguenze porti il lasciare spazio a derive neofasciste. Bene ha fatto Federico a decidere di sporgere denuncia, gli sono accanto e lo incontrerò nei prossimi giorni per potergli dare tutto il sostegno possibile insieme al Circolo Mario Mieli».​

«Erano in quattro, sulla trentina, avevano la testa rasata e indossavano bomber neri. Uno aveva un tatuaggio sulla nuca con la croce celtica. Stavo tornando a casa dal primo giorno di lavoro quando ho girato l’angolo e mi hanno puntato un coltello alla schiena. Poi mi hanno preso a calci anche quando ero a terra. Mi hanno rubato il cellulare e il portafogli. Prima di andar via mi hanno sbattuto la borsetta in faccia. Mi sembra strano che all’ora di punta nessuno si sia accorto di nulla»: è questo il racconto del giovane aggredito, che ha sporto denuncia. Gli investigatori stanno vagliando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, con la speranza che queste possano aiutare a far luce sulla vicenda.