/Una nuova Italia delle larghe intese? I possibili scenari post-voto

Una nuova Italia delle larghe intese? I possibili scenari post-voto

I seggi sono chiusi ormai da qualche ora e, nonostante dovremo attendere ancora per essere certi dei risultati, è possibile attenersi alle proiezioni ufficiali e analizzare la situazione politica italiana post-voto.

La vittoria del Movimento 5 Stelle è evidente e non ammetterlo equivarrebbe a non riconoscere la risposta che gli elettori hanno voluto dare alle ultime legislature a guida centrodestra e centrosinistra. Ad emergere, infatti, è proprio il voto in favore del partito antisistema per eccellenza. Di contro, va registrato il crollo totale dei grandi nomi di quella che può ormai essere considerata la vecchia sinistra, tra cui +Europa, guidata da Emma Bonino che sembra aver mancato l’obiettivo del 3%. Poco al di sopra della soglia di sbarramento si è collocato, invece, Liberi e Uguali, che raccoglieva i fuoriusciti di Partito Democratico Sinistra Ecologia e Libertà, primi fra tutti i Presidenti di Camera e Senato, Grasso Boldrini. Un risultato deludente anche per la lista Insieme, che univa gli ulivisti e i Verdi. Il Partito Comunista non si è neanche lontanamente avvicinato a risultati soddisfacenti.

Seppur limitato, rappresenta un buon risultato quello ottenuto da Potere al Popolo! , che nonostante sia di formazione recentissima (è nato solo 3 mesi fa), ha superato liste guidate da grandi nomi, come Civica Popolare della Lorenzin. Sorprende anche la poca differenza tra i voti ottenuti dalla lista di Emma BoninoPotere al Popolo!, segno che i pochi sostenitori della sinistra più estrema non si sono sentiti rappresentati dalla lista nata dalle ceneri del Partito Radicale.

Quale futuro dopo il voto?

Il risultato delle elezioni però non offre una maggioranza parlamentare in grado di produrre un Governo stabile. Sia la coalizione più votata (centrodestra con il 37%) che la lista più votata (Movimento 5 Stelle con il 32%) non hanno numeri sufficienti per governare da soli. La scelta di Mattarella ricadrà quasi certamente su colui che sarà in grado di presentare alle Camere un Governo che riesca a contare sul sostegno di forze politiche necessariamente di colore diverso.
Se tutte le formazioni politiche rispettassero quanto promesso nel corso della campagna elettorale, nè i membri della coalizione di centrodestra nè quelli della coalizione di centrosinistra dovrebbero offrire sostegno al Movimento 5 Stelle. Da qui, vista l’esigenza di assicurare una certa stabilità al Paese, il centrosinistra (praticamente ridotto al Partito Democratico, essendo l’unica lista ad aver superato la soglia di sbarramento) potrebbe ricambiare il favore al centrodestra e sostenere un eventuale Governo a guida Salvini (Lega). Infatti fu proprio il centrodestra ad offrire sostegno al centrosinistra dopo le scorse elezioni che, come in questo caso, non avevano offerto una maggioranza in grado di governare.

La seconda possibile soluzione è l’alleanza tra la lista più votata e quella che, all’interno della coalizione di centrodestra, ha ottenuto il maggior numero di consensi. Si tratterebbe, in sostanza, di un Governo composto da parte del Movimento 5 Stelle e parte della Lega. Tuttavia, viste le posizioni ben decise delle due forze politiche, questa soluzione sembra molto difficile da realizzare, a meno che una delle due ceda. Il Movimento 5 Stelle si è sempre detto contrario a qualsiasi alleanza post-voto che preveda scambi di poltrone: alla vigilia delle elezioni aveva addirittura presentato una lista di Ministri, impegnandosi con gli elettori a non modificarla per interessi di governo. Ciò premesso, la Lega dovrebbe staccarsi dalla coalizione di centrodestra (che potrebbe guidare, essendo la lista più votata al suo interno) impegnarsi a condividere il programma del Movimento 5 Stelle (eventualità ben probabile, visti i numerosi punti in comune), ma rinunciare a cariche istituzionali. Sinceramente appare molto difficile che questa possibilità di concretizzi.

La terza soluzione può essere determinata da una crisi extraparlamentare: potrebbe realizzarsi – al di fuori del Parlamento – una spaccatura all’interno di una delle coalizioni o all’interno delle stesse singole forze politiche. Questo porterebbe una rivoluzione delle carte in gioco, con la creazione di nuovi gruppi parlamentari non corrispondenti alle liste, oppure molti eletti potrebbero confluire nel gruppo misto. Proprio qust’ultimo potrebbe offrire il suo sostegno al Governo nominato e risolvere una situazione di stallo. Da un punto di vista economico, quest’ultima soluzione sarebbe quella più devastante perchè raggiunta dopo uno scontro piuttosto serrato.

Giallo: Movimento 5 Stelle
Blu: coalizione di centrodestra
Rosso: coalizione di centrosinistra

 

I risultati alla Camera dei Deputati

Coalizione di centrodestra   37% + 89 seggi

Lega   17,56%

Forza Italia   14,08%

Fratelli d’Italia   4,36%

Noi con l’Italia   1,31%


Movimento 5 Stelle   32,59% + 72 seggi


Coalizione di centrosinistra   22,92% + 20 seggi

Partito Democratico   18,74%

+Europa   2,55%

Italia Europa Insieme   0,58%

Civica Popolare   0,53%


Liberi e Uguali   3,37%


Potere al Popolo!   1,12%


Casapound   0,94%


Il popolo della famiglia   0,66%


Italia agli Italiani (Forza Nuova + Fiamma Tricolore)   0,38%


Partito comunista   0,32%


Partito Valore Umano   0,14%


10 Volte meglio   0,11%


Per una Sinistra Rivoluzionaria   0,08%


Partito Repubblicano Italiano-ALA   0,06%


Grande Nord      0,06%


Autodeterminatzione      0,05%


Lista del Popolo per la Costituzione   0,02%


Patto per l’Autonomia   0,02%


Blocco Nazionale per le Libertà   0,01%


Siamo   0%


Rinascimento MIR   0%


I risultati al Senato della Repubblica

Coalizione di centrodestra  37,52% + 45 seggi

Lega   17,75%

Forza Italia   14,47%

Fratelli d’Italia   4,26%

Noi con l’Italia   1,19%


Movimento 5 Stelle   32,59% + 64 seggi


Coalizione di centrosinistra  32,03% + 10 seggi

Partito Democratico   19,16%

+Europa   2,37%

Italia Europa Insieme   0,54%

Civica Popolare   0,52%

SVP – PATT   0,43%


Liberi e Uguali  3,28%


Potere al Popolo!   1,05%


Casapound   0,85%


Il popolo della famiglia   0,70%


Italia agli Italiani (Forza Nuova + Fiamma Tricolore)   0,49%


Partito comunista   0,33%


Partito Valore Umano   0,12%


Per una Sinistra Rivoluzionaria   0,10%


Partito Repubblicano Italiano-ALA   0,09%


Autodeterminatzione      0,05%


Grande Nord      0,05%


Lista del Popolo per la Costituzione   0,03%


Destre Unite – Forconi   0,02%


Democrazia Cristiana   0,01%


Patto per l’Autonomia   0,01%


Siamo   0%


SMS – Stato Moderno Solidale   0%