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omofobia e elezioni francesi 2017

Omofobia e Elezioni Francesi: la Russia e la macchina del fango

Omofobia e Elezioni Francesi: la mano della Russia sugli ultimi insulti omofobi e sessisti che riguarderebbero il favorito all’Eliseo.

Omofobia e Elezioni Francesi
Etienne Cardiles vedovo del poliziotto Xavier Jugelé

Proprio ieri la Francia ci ha regalato un esempio di umanità e rispetto, un esempio di orgoglio con cui esce a testa alta, seppure ferita nel cuore, dagli attacchi terroristici della scorsa settimana sugli Champs Élysées in cui il poliziotto, gay e attivista LGBT, Xavier Jugelé è rimasto ucciso sotto i colpi sparati dal terrorista.

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Xavier Jugelé, ucciso da un terrorista a Parigi la scorsa settimana. Aveva 37 anni.

Ci ha dato un forte esempio di umanità rendendo un omaggio nazionale a Xavier, e lasciando che il suo vedovo parlasse alla nazione, al mondo intero, e portasse alla luce quanto amore una coppia gay è capace di provare e che questo amore non si differisce minimamente da quello che una coppia etero può darsi l’un l’altra.

Un discorso composto, carico di emozioni e di sentimenti, ma mai cattivo, mai arrabbiato, perché si sa che in questi momenti della rabbia te ne fai poco se non hai più il tuo compagno di vita con te, ma un discorso che ha esaltato la normalità e al contempo la forza dell’amore gay. Che ha emozionato i milioni di spettatori che come noi de IlPuntoH lo abbiamo seguito in diretta e che ancora oggi continua ad emozionare chiunque visualizzi il video che riportiamo qui sotto.

E mentre l’emozione forte di questo discorso ci fa ancora tremare il cuore, dall’altra parte la Francia deve fare i conti con la Russia che apparentemente sarebbe dietro la macchina del fango che ha preso di mira il favorito alle elezioni presidenziali 2017, l’affascinante e carismatico Macron.

omofobia e elezioni francesi - MAcron e mathieu galletDa qualche giorno si susseguono voci circa la possibilie omosessualità di Macron, sul fatto che sia l’amante segreto dell’affascinanate giornalista Mathieu Gallet (in foto a lato), che faccia anche il Gigolò e che la moglie – tutti sanno essere più grande di lui di svariati anni in quanto sua ex prof al liceo – sia nient’ altro che una copertura.

E sarebbe proprio una congiura internazionale volta a favorire Marine Le Pen. Secondo alcune fonti non dichiarate, il presidente russo avrebbe finanziato la corsa presidenziale della rivale di Macron prestando nove milioni di euro al Front National tramite una banca a lui vicina , per iniziare una sistematica campagna mediatica per gettare fango sul meno “putiniano” dei candidati all’Eliseo.

Secondo AffariItaliani, infatti tali:

“rivelazioni su una presunta “doppia vita” di Emmanuel Macron furono annunciate qualche tempo fa al quotidiano russo Izvestia dal solito Julian Assange, ormai “cocco”, lui sì, della Russia di Putin; future rivelazioni che sarebbero contenute nelle mail di Hillary Clinton (che a quest’ultima già costarono la Casa Bianca) e che vedrebbero “scabrosi” scambi tra il candidato francese e il segretario personale dell’allora candidata americana. Finora, tuttavia, le scandalose scoperte di Assange sarebbero limitate a un invito a cena da parte della Clinton, niente di più.

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Marine Le Pen e Putin

Il giorno successivo alle dichiarazioni di Assange, è un’altra pubblicazione russa, Sputnik, a ospitare l’intervista al politico francese Nicolas Dhuicq, deputato repubblicano vicino a Putin e a Bashar El-Assad. Dhuicq, oltre a sottolineare le esperienze pregresse di Macron come investment banker con Rothschild prefigurando tra le righe la solita “lobby ebraica”, ha lasciato intendere che il leader di “En Marche” possa essere sostenuto dall’altrettanto solita “lobby gay” che farebbe capo all’ex amante di Yves Saint-Laurent, il potentissimo uomo d’affari Pierre Bergé. Di nuovo una pubblicazione russa contro Macron, e di nuovo un’intervista a un esponente politico legato a Vladimir Putin e a quel Bashar El-Assad che, secondo la giornalista Marine Turchi, inviava tramite l’ambasciata siriana a Parigi dai centomila ai centocinquantamila euro l’anno a Frederic Chatillon, imprenditore francese di estrema destra ex compagno di scuola e collaboratore di Marine Le Pen, ora trasferitosi in Italia.”

omofobia e elezioni francesi - MAcron Ciò che però ci fa ancora più schifo e indigna l’opinione pubblica in generale, è il perché uno dovrebbe mettere in discussione un candidato politico in base ai propri gusti sotto le lenzuola?  Lo stesso Macron, spontaneamente aveva rilasciato un’intervista al giornale LGBT Tetu dichiarando:

“Se fossi gay, lo direi e lo vivrei […] Dire che non è possibile che un uomo viva con una donna più matura, e che perciò non sia altro che un omosessuale velato o un gigolo, è pura misoginia. […] Se devo dire la verità, non mi amo molto. Non cerco di sedurre per ottenere qualcosa, poiché sedurre non significa amare la gente, significa amare se stessi“.

Un attacco chiaro ma elegante a chi lo considera narcisista e subdolo, insinuando che siano due caratteristiche tipiche dei gay, cosa che lui riesce anche a smentire.

La Francia in questo caso ci mostra un’altra pagina di apertura mentale e di tolleranza, almeno scegliendo di portare Macron al ballottaggio contro la Le Pen.

omofobia e elezioni francesi - MAcron e la moglieChi vincerà a queste elezioni 2017 lo sapremo tra poco e ci auguriamo vivamente che non sia la La Pen, perché in quel caso l’Europa che lotta per migliorare i diritti e le vite degli europei LGBT come la conosciamo oggi non sarebbe più la stessa, e potrebbero innescarsi pericolse micce che porterebbero tutto all’instabilità e pericolo più totale.

Amici francesi, ricordate solo che un leader politico bravo non si giudica da quello che fa nel suo privato e da come o con chi possa piacergli fare sesso, ma da come ha realmente a cuore il bene di tutti i cittadini di una nazione e non solo di quella parte retrograda e ignorante come ha mostrato di fare la candidata di estrema destra.

 

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.