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Vittime di omofobia

Questo post nasce dalla recente aggressione omofoba avvenuta a Roma (http://www.ilpuntoh.com/nuova-aggressione-omofoba-a-roma-tiburtina/). Oggi parliamo un po’ di omofobia. Sit back, relax and enjoy your flight.

Chi non fa parte di una minoranza forse non può capirlo fino in fondo. Certo, capita di essere rapinati, malmenati, aggrediti, stuprati. Sono cose che purtroppo nel mondo succedono, ma qual è la probabilità? Per fortuna tutto sommato bassa. Questa però viene incrementata se non rappresenti lo stereotipo di eteronormatività universalmente riconosciuto.

Essere gay vuol dire scontrarsi, prima o poi, con la possibilità di ricevere insulti o peggio. Vuol dire che prima o poi uno che non hai mai visto né conosciuto in vita tua, che per dote cerebrale potrebbe benissimo sostituire il tuo comodino, può permettersi di urlarti che sei un frocio, picchiarti, traumatizzarti fisicamente e psicologicamente. Talvolta senza nessuna conseguenza. Questo perché spesso episodi del genere non vengono denunciati. Altre volte finisce tutto a tarallucci e vino. Anche perché allo stato attuale una legge contro l’omofobia non c’è. Così come è sacrosanto punire il femminicidio, allo stesso modo sarebbe auspicabile che i crimini compiuti solo perché a uno piacciono gli uomini o le donne fossero trattati con la dovuta serietà.

Da parte mia posso dire che tutto sommato ho avuto una vita più facile di molti altri. Mi sono beccato degli insulti, certo, ma non sono mai stato aggredito. Cosa che invece è successa al 12% delle persone che hanno votato al mio sondaggio.

In privato alcuni mi hanno scritto raccontandomi le loro storie. Chi ha passato un’adolescenza infernale per via dei bulli che lo prendevano di mira, chi ha subito violenze fisiche da parte di familiari o sconosciuti per strada. Una persona in particolare mi ha raccontato una storia complessa, toccante, gretta, assurda, pesantissima a livello psicologico. Per rispetto della sua privacy non la condividerò, nemmeno in parte, ma sappiate solo che rappresenta ancora una volta un esempio di quanto noi gay non siamo tutelati.

In questo post ho deciso di far parlare i twitteri, limitandomi a riportare i loro commenti al sondaggio. Perché le loro parole valgono più di ciò che potrei esprimere scrivendo. Perché i pochi caratteri di un tweet sono solo la punta dell’iceberg di una situazione molto più grottesca. Perché per ogni persona che a distanza di anni ne parla serenamente ne esistono tante altre che non hanno mai superato il trauma e l’umiliazione.

 

Dedalus