Orlando, sopravvissuti alla strage di Pulse organizzano un raduno per “ex gay”

Due sopravvissuti della strage di Pulse, ad Orlando, a tre anni dalla tragedia hanno organizzato un raduno per “ex-gay”, la “Freedom March”, tenutasi il 14 settembre a pochi minuti dal sito della tragedia. 

A detta dei due sopravvissuti, Angel Colon e Luis Javier Ruiz, sarebbe stato proprio l’attacco a farli “rinunciare alla propria sessualità” e tornare alla religione, al punto da spingerli a creare un’organizzazione per portare altre persone a prendere la loro stessa decisione. 

Il raduno è stato organizzato anche grazie al supporto economico e pratico del Florida Family Policy Council, un gruppo anti-LGBT locale, che ha fornito anche l’intrattenimento composto da una band cristiana e speaker religiosi, di cui alcuni che sostengono di aver “superato la propria omosessualità”. 

Uno di loro ha affermato che Dio lo ha “liberato dall’attrazione al suo stesso sesso” dopo essersi convertito al cristianesimo al college, a seguito di una vita segnata da tragedie, tra gli abusi durante l’infanzia e il bullismo di cui è stato vittima a scuola per il suo look “troppo femminile”: “cercavo attenzione, un posto nel mondo, accettazione e nella comunità omosessuale ci si concentra più sul sesso”. 

Oltre cento persone hanno preso parte all’evento. 

Gli organizzatori si sono però assicurati di distanziarsi dalla terapia di conversione, probabilmente perché lo stato sta considerando un disegno di legge che la vieterebbe completamente: la differenza starebbe nei metodi: “questa non è terapia di conversione, questa non è elettroterapia, questa non è elettroshock. Questo è lo Spirito Santo, questo è l’uomo che è morto sulla croce. Quest’uomo non mi ha mai tradito, non è mai andato a letto con il mio miglior amico. Lui è l’uomo sulla croce”.

La comunità LGBT+ di Orlando ha fortemente criticato il raduno, che quasi sembra prendersi gioco di una comunità che non ha ancora avuto il tempo di riprendersi dalla tragedia che l’ha colpita. 

Ha così commentato il raduno Christopher Cuevas di QLatinx, un gruppo per i diritti delle persone LGBT+ sudamericane con sede ad Orlando:

“Mentre onoriamo la libertà di esprimere la propria fede, e la nostra comunità contiene la bellezza della religiosità, non possiamo accettare un tale tremendo uso improprio dei testi religiosi e della fede per sfruttare le persone LGBTQ+ e supportare la terapia di conversione”.

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