Papa Francesco apostrofa i politici che si battono contro i diritti LGBT+: “mi ricordano Hitler”.

Papa Francesco

Papa Francesco, che già ci ha stupiti più volte con il suo slancio a “favore” delle persone LGBT+ e di alcuni dei loro diritti, ricorda che durante il regime nazista, furono uccisi sei milioni di ebrei, nonché persone LGBT+ e rom.

Così, senza mezzi termini, ha affermato che i politici che predicano e incitano l’odio contro la comunità LGBT+, gli zingari e gli ebrei gli ricordano Hitler.

Nel corso di una conferenza internazionale sul diritto penale, il Papa ha dichiarato: 

“Non è un caso che a volte vi sia una rinascita di simboli tipici del nazismo. E devo confessarvi che quando ascolto un discorso di qualcuno responsabile dell’ordine o di un governo, spesso penso ai discorsi di Hitler nel 1934 e 1936. Con la persecuzione di ebrei, zingari e persone con tendenze omosessuali, oggi queste azioni sono tipiche e rappresentano ‘per eccellenza’ una cultura di spreco e odio. Questo è ciò che è stato fatto in quei giorni e oggi sta succedendo di nuovo”.

Papa Francesco con queste parole ci ha davvero stupiti, ma la domanda rimane: allora perché, in quanto capo della chiesa cattolica, non impone uno “svecchiamento” di quest’ultima e impone la fuoriuscita dalla politica della chiesa e con essa di tutti quei movimenti che rallentano il dovuto percorso di leggi che tutelino i diritti e le persone LGBT+?

Per me rimane ancora un mistero.

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