Passione, intimità, impegno: i tre ingredienti dell’amore (secondo la scienza)

passione intimità impegno amore

Secondo lo psicologo americano Robert Stenberg, i tre pilastri fondamentali di una relazione sentimentale solida e felice sarebbero questi. Al venir meno anche solo uno dei tre, l’impalcatura del rapporto non necessariamente crolla ma si trasforma in qualcos’altro. 

Ma cosa si intende per passione, intimità e impegno?

La passione è l’impulso che porta all’innamoramento, all’attrazione fisica, al desiderio sessuale e ad altri fenomeni relativi alle relazioni amorose. È uno stato di ricerca continua di unione con l’altro. Va ben al di là della mera attrazione fisica o sessuale. Comprende un desiderio psicologico e un bisogno emotivo della presenza dell’altro, anche solo virtuale.

L’intimità è quel sentimento di vicinanza, di connessione, di vincolo esclusivo con l’altro. Include quelle esperienze di qualità emotiva, di agio e sicurezza nel rapporto a due. Implica la totale accettazione dell’altro e il sentirsi pienamente accettati dall’altro, con cui si condivide il massimo livello di fiducia, confidenza e prossimità.

Per impegno si intende la decisione che prendiamo quando iniziamo a frequentare solo ed esclusivamente quella persona con cui abbiamo condiviso importanti momenti di intimità e piacevoli momenti di passione. Si tratta del “patto” che stringiamo affinché la relazione duri e funzioni il più a lungo possibile. Comprende anche le rinunce che scegliamo di fare in nome di qualcosa di più grande. Qualcosa che per noi adesso vale molto di più rispetto a quello che consideravamo importante fino a ieri. Comprende la visione di un orizzonte comune, un progetto condiviso, e la volontà di andare avanti, insieme, in quella stessa direzione.

Triangolo dell’amore secondo Sternberg, rivisitato dallo psicologo e attivista gay Gabriel J. Martín

Se c’è solo passione, è solo sesso. Succede quando ci facciamo una scopata memorabile con uno mai visto e conosciuto. È meraviglioso, sì, ma non è amore.

Se c’è solo intimità, siete due grandi amici, vi volete bene come due sorelle. Ma non chiamatelo amore.

Se c’è solo impegno, siete due che magari condividono un appartamento e si danno una mano a vicenda con le bollette. Non è amore. 

Le combinazioni sono molteplici — intimità e passione, ma zero impegno (due infatuati); passione e impegno, ma zero intimità (due scopamici); impegno e intimità, ma zero passione (come quelli che stanno insieme da una vita ma ormai non scopano più). Solo quando tutti e tre questi elementi si fondono, possiamo chiamarlo amore e la coppia può sentirsi solida, appagata e felice. Almeno per un po’.

Cosa succede infatti quando uno dei tre pilastri — uno a caso, la passione — nel tempo viene meno? Succede che si accetta di fare sesso anche solo una volta ogni quindici giorni, ma quella volta è sempre un piacere ineguagliabile. Oppure si sceglie di aprire la coppia a terzi, quarti e quinti. Per alcune coppie è il preludio della fine, ma per molte altre è un’ottima soluzione che funziona non bene ma benissimo. 

La verità è che non esiste una ricetta perfetta che vada bene per tutte le coppie e tutte le persone. Esiste la coppia, unica e irripetibile, formata da due persone uniche e irripetibili. Nessuno all’infuori dei due interessati può sapere cos’è meglio e più giusto per sé e per la propria relazione. Parlare, comunicare, condividere, confrontarsi e ascoltare resta, senza ombra di dubbio, la strada migliore per tenere la coppia affiatata e in salute.

Alessandro Cozzolino, life coach

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *