Pompei Pride 2018: polemiche sullo spot

Mariano Lamberti, regista di Good As You – Tutti i colori dell’amore, originario di Pompei, ha sferrato un attacco via social agli organizzatori del Pride 2018 che si terrà nella cittadina campana. Mariano Lamberti era stato incaricato da Antonello Anteo Sannino di Arcigay Napoli affinchè il regista realizzasse lo spot del Pride. Dopo aver accettato con entusiasmo questa proposta, Mariano Lamberti si è trovato a dover denunciare il mancato permesso dalla Sovraintendenza dei Beni Culturali di Pompei. Lo spot, infatti, era stato concepito come il video di una gita agli scavi di Pompei. Qui uno degli studenti, suggestionato dalle parole della guida, si immagina come uno dei due amanti del calco in merito al quale si è tanto parlato come di una possibile coppia di amanti omosessuali.

«Fra sogno a occhi aperti e suggestioni inconsce, fa un percorso di liberazione interiore, riuscendo a rivelare il proprio amore ad un compagno di classe. Per una volta il registro di uno spot del Pride non è politico, ma poetico, e sottolinea la necessità di una rivoluzione intima e personale, ancor prima di una giusta rivendicazione dei diritti», ha dichiarato Lamberti. Il regista ha poi denunciato l’atteggiamento della Sovraintendenza dei Beni Culturali: «Al momento in cui chiediamo il permesso di girare ci viene risposto che scientificamente si può essere certi che solo uno dei due sia un uomo, e che neanche sul fatto che siano entrambi giovani si può essere sicuri. Comincia tutta una serie di boicottaggi lenti ed insidiosi che non fanno che rallentare ed esasperare la già precaria organizzazione. Vengono scomodati anche ministri e sottosegretari, i quali generosamente ci aiutano e sostengono. Durante i sopralluoghi c’è stata una scena a dir poco grottesca, con una censura così palese nella veste di un controllore della “scientificità del progetto”, che ha voluto leggere parola per parola cosa avrebbe detto la guida dello spot, avendo da ridire su ogni virgola».

48 ore dopo le dichiarazioni del regista, che tra l’altro aveva denunciato il mancato compenso per la realizzazione dello spot, ArciGay Napoli ha chiarito che si tratta di «organizzazioni di volontariato che fondano la loro attività sulla passione e sul contributo gratuito di tante attiviste e di tanti attivisti, cosa ben nota allo stesso Lamberti dato che lo scorso anno ha contribuito alla causa LGBT realizzando lo spot nel Napoli Pride gratuitamente, e per questa sua vicinanza e per il suo essere originario di Pompei era stato da noi scelto per la realizzazione dello spot del Pompei Pride»Ma l’ArciGay Napoli ha anche colto l’occasione per placare le polemiche accese dal regista contro la Sovraintendenza ai Beni Culturali: Siamo certi che con il Soprintendente Osanna e con la passione dei tanti artisti attivisti, pronti a sostenere con generosità le nostre istanze, realizzeremo un meraviglioso spot pride negli scavi di Pompei. Non ci fermerà certo una polemica sterile a nostro avviso strumentale, assai poco utile per la comunità LGBT pompeana».

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