PrEP – Sfatiamo i miti e le leggende Pt.1 – Intervista all’esperto

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Ci sono troppi “miti” e ancora troppe “leggende” intorno alla PrEP: un mondo così poco chiaro dove si rischia di inciampare e cadere in errore facendosi ancora più male nel tentativo di farsi del bene.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Pietro Vinti, ex Hpunter e responsabile dello Sportello PrEP del Milano Checkpoint a cui abbiamo posto una serie di domande ricevute dai nostri lettori.

Cosa vuol dire PrEP?

PrEP sta per Profilassi Pre-Esposizione (Pre Exposure Prophylaxis). Significa che, prendendo uno specifico farmaco prima di un rapporto sessuale a rischio, ad esempio un rapporto completo senza preservativo, si può impedire la trasmissione del virus dell’HIV. Il farmaco che si usa è nato per tenere sotto controllo il virus nelle persone che vivono già con HIV, ma in molti anni di osservazioni è stato verificato che i due principi attivi che contiene – emtricitabina e tenofovir – sono efficaci anche per la prevenzione. Il farmaco però funziona solo se viene assunto secondo specifiche modalità, quindi è molto importante non ricorrere al ‘fai da te’ ma affidarsi a centri come il nostro.

Come funziona?

Il maggiore rischio di trasmissione dell’HIV durante un rapporto non protetto è attraverso le mucose, come le pareti dell’ano o il glande, che sono tessuti molto permeabili. Il farmaco che si assume si distribuisce molto bene e velocemente proprio nelle mucose e in sostanza impedisce la moltiplicazione del virus. Questo impedisce al virus HIV di “attecchire” in una mucosa con cui sia venuto a contatto, quindi di diffondersi poi da lì all’interno del corpo.

Cos’è lo sportello PrEP?

Lo sportello PrEP è un servizio che offriamo alle persone che vogliono prendere la PrEP all’interno di un centro, il Milano Checkpoint, gestito dalle associazioni. All’interno del nostro servizio gli utenti vengono seguiti sia da medici infettivologi, sia da psicologi e counselor. Questo perché riteniamo fondamentale un approccio alla salute a tutto tondo, quindi prendersi cura sia degli aspetti medici che di quelli emotivi e motivazionali, per chiunque voglia iniziare la PrEP. Proprio per le sue caratteristiche di elevata personalizzazione, il servizio può essere svolto solo su appuntamento.

Al di là dell’aspetto farmacologico, la PrEP è importante perché permette a ciascuno di noi di essere padrone delle nostre decisioni in fatto di salute sessuale. Vuol dire prendere nelle nostre mani la responsabilità di un aspetto importante della salute, indipendentemente da quello che decidono o propongono gli altri, come invece avviene spesso per l’uso del preservativo. E, in caso di incidenti di percorso, evita preoccupazioni riguardo all’HIV. Quindi il principale “effetto collaterale” della PrEP è una vita sessuale più proattiva, responsabile e serena.

Quanto è conosciuta in realtà? 

La PrEP è abbastanza conosciuta nella comunità LGBT+ e in particolare tra gli uomini gay e bisessuali, ma anche quando è conosciuta spesso è accompagnata da stereotipi e pregiudizi che ne ostacolano la diffusione. Ad esempio, nonostante le evidenze scientifiche non tutti sono convinti della sua efficacia, oppure molti pensano che causi molti effetti collaterali, altri invece credono che la PrEP serva solo a chi incontra tantissimi partner, mentre di fatto può essere utile in tante situazioni diverse. Tra gli eterosessuali invece la PrEP è praticamente sconosciuta.

Qual è l’età media degli utilizzatori? 

Al Milano Checkpoint abbiamo utenti di età molto varie: andiamo dai 20 ai 65 anni. La maggior parte dei nostri utenti però ha tra i 30 e i 45 anni.

Non si rischia di disincentivare l’uso del preservativo?  

Vi do una notizia (ride Pietro, ndr): molte persone già non lo usano. Quindi, se già non si utilizza il preservativo, allora la PrEP è un ottimo alleato nella prevenzione dall’HIV. Noi abbiamo osservato che in fin dei conti l’uso della PrEP non influisce sull’abitudine dell’uso, o meno, del preservativo: chi non lo usava prima della PrEP continuerà a non usarlo, e viceversa. Poi, anche quando lo si usa, il preservativo può sempre rompersi o sfilarsi, se messo male o usato con lubrificanti non adatti. É stato invece ampiamente dimostrato che, se una persona prende la PrEP in maniera corretta, l’efficacia contro la trasmissione dell’HIV per via sessuale è molto vicina al 100%.

In quali casi specifici sarebbe meglio usarla ed evitarla?

La PrEP è particolarmente utile in tutti quei casi in cui una persona abbia una vita sessuale intensa e non usi sempre il preservativo.

La PrEP ha pochissime controindicazioni di tipo medico. È sconsigliata per coloro che hanno patologie ai reni o osteoporosi, perché il farmaco potrebbe peggiorare queste situazioni. Deve essere anche usata grande cautela in caso di infezione in corso da Epatite B perché uno dei principi attivi della PrEP è usato anche come terapia per l’Epatite B.

Sfatiamo i miti: la PrEP vale per tutto. Cosa copre e cosa invece no?

La PrEP serve solo per proteggersi dall’HIV, quindi non protegge dalle altre infezioni a trasmissione sessuale come la sifilide, la gonorrea, il papilloma virus (HPV) o la clamidia. È importante ricordare che anche le epatiti si possono trasmettere per via sessuale, dunque per queste malattie la PrEP non offre protezione. Per chi ha rapporti sessuali non protetti è quindi raccomandabile fare il vaccino per le epatiti A e B e possibilmente anche quello per HPV.

Nel prossimo post proveremo a sfatare i miti, a capirne il corretto utilizzo e di altri aspetti tecnici e scientifici della PrEP.

Per il prossimo post (disponibile da domani), clicca qui –> PrEP – Sfatiamo i miti e le leggende Pt.2

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