Presidente tedesco chiede perdono per le vittime del Paragrafo 175

Il presidente tedesco Steinmeier domenica ha chiesto perdono per le più di 50.000 vittime del Paragrafo 175 (che proibiva le relazioni omosessuali) sia durante il periodo nazista (per cui la pena era l’internamento nei campi di concentramento) sia successivamente, e per il silenzio che ha a lungo occultato questo capitolo tragico della storia tedesca, sostenendo che le loro sofferenze sarebbero dovute terminare con la caduta della dittatura.

Parlando ad una cerimonia per il decimo anniversario dell’inaugurazione di un monumento in loro ricordo, ha dedicato la cerimonia alle “decine di migliaia di persone la cui sfera privata, vite, amore e dignità sono state invase, negate e violate.”

Si è anche scusato per la lunga attesa prima delle scuse ufficiali, in quanto uno dei maggiori punti di forza della democrazia è il potersi scusare immediatamente per le ingiustizie e, parlando alla comunità LGBT+ tedesca odierna, ha promesso che la loro identità gode senza dubbio della protezione dello stato e che la loro dignità è inviolabile, “come del resto sarebbe dovuto essere sin dall’inizio”.

paragrafo 175

Il paragrafo 175, che sanciva la criminalità degli atti omosessuali tra uomini, è rimasto in vigore dal 1871 al 1994 ed ha portato a l’incarcerazione di quasi 140.000 uomini, di cui i sopravvissuti hanno ricevuto la grazia e un risarcimento solo nel 2017.

Legge già altamente criticata agli inizi degli anni 10, è rimasta in vigore durante gli anni della Repubblica di Weimar, che hanno visto uno dei periodi più floridi per la cultura e la comunità LGBT+ tedesca, per poi raggiungere il suo tragico apice durante il nazismo, al cui termine, con la liberazione dei campi di concentramento, i detenuti le cui divise erano contrassegnate dal triangolo rosa furono riportati in prigione per scontare il resto della pena. Rimase in vigore sia nella Germania Est che nella Germania Ovest fino al 1988 nella prima e nel 1994, dopo la riunificazione, nella seconda.

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