Primo Pride in Guyana, ultimo paese dell’America del Sud in cui l’omosessualità è un reato

In Guyana, ultimo paese dell’America del Sud in cui l’omosessualità è un reato, si è tenuto nel weekend il primo Pride, svoltosi pacificamente nonostante l’iniziale preoccupazione per la possibilità di arresto dei partecipanti.

 

Le centinaia di partecipanti al Pride di Georgetown hanno voluto mandare un messaggio sociale di protesta contro le discriminazioni e le violenze subite dalla comunità LGBT+ locale ed a favore della possibilità di cambiare genere all’anagrafe, della decriminalizzazione dell’omosessualità e del riconoscimento delle unioni civili per persone dello stesso sesso.

 

“Diciamo basta alla retorica, basta alle promesse. È ora di tener fede ai cambiamenti legislativi di cui abbiamo sentito parlare entrambi i partiti nelle elezioni del 2015 e vogliamo vedere azioni e vogliamo che si agisca ora” ha detto Joel Simpson, direttore della SASOD (Society Against Sexual Orientation Discrimination).

Al termine della parata ha affermato in un discorso che “per la costituzione del Guyana ogni cittadino ha dei diritti e delle libertà fondamentali. Non siamo forse tutti guianesi qui? Non abbiamo forse tutti diritto a queste libertà – libertà di assemblea, libertà di associazione, libertà di espressione, equa protezione dei nostri diritti costituzionali? Non so di cosa stia parlando (l’opposizione).”

 

La questione dei diritti LGBT+ è da anni tra le più discusse del dibattito pubblico e politico, comprese le elezioni del 2015 in cui entrambi i maggiori partiti hanno promesso una riforma sulle leggi di origine coloniale che ad oggi opprimono ampie fasce della popolazione: uno studio del 2010 ha mostrato che il 53% della popolazione supporta la decriminalizzazione, con un’addizionale 25% disposto a cambiare opinione se tali leggi “contribuissero a problemi sociali e psicologici”; il 14% della popolazione supporta il matrimonio egualitario.

 

La maggior opposizione alla comunità LGBT+ viene dalla comunità cristiana evangelica, religione ampiamente diffusa nel paese, che si è fortemente opposta al Pride ed ha tentato di farlo cancellare per illegalità; in risposta il corteo ha sfilato davanti alla più importante Chiesa della città sotto lo sguardo dei devoti.

 

Il Pride apre la strada all’avanzamento dei diritti LGBT+ nel paese, unico assieme ai Caraibi in tutto il continente americano che considera ancora l’omosessualità un crimine.

 

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