Puglia, bocciata la legge contro l’omotransfobia “eccessiva ed obsoleta”

La presidente della commissione Pari Opportunità della regione Puglia ha bocciato il disegno di legge contro l’omotransfobia, in precedenza approvato in commissione Servizi Sociali ed Istruzione del consiglio.

Il disegno di legge, parte del programma della giunta guidata da Michele Emiliano, prevede lo stanziamento di 50.000 euro per iniziative per la prevenzione del bullismo determinato dall’orientamento sessuale e dagli stereotipi di genere, oltre ad attività di formazione e aggiornamento per insegnanti, personale ATA e genitori, la promozione di specifiche politiche del lavoro, di formazione e riqualificazione professionale ed eventi socio-culturali che diffondano la cultura dell’integrazione, interventi socio-assistenziali e socio-sanitari di informazione, consulenza e sostegno e l’istituzione di un “Osservatorio regionale sulle discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”.

“Il livello culturale dei nostri ragazzi è talmente elevato che non hanno più bisogno di essere istruiti sul tema” con queste parole avrebbe giustificato la sua decisione, sostenendo che la legge facesse passare “i pugliesi per omofobi” e che fosse “eccessiva ed obsoleta”.

Altrimenti dimostrano però i numerosi casi di omofobia che hanno coinvolto la regione durante la stagione estiva, come fatto notare da diverse organizzazioni LGBT+ regionali, tra cui la Mixed Lgbti, il cui cofondatore Leoluca Armigero ritiene “molto grave che una persona del suo ruolo rilasci una dichiarazione di questo tipo”, sostenendo che “non è vero che tutti i pugliesi sono omofobi ma le pagine dei giornali descrivono troppo spesso episodi di omotransfobia”.

Secondo la presidente l’attenzione dovrebbe essere spostata sull’aumento “dei casi di violenza sulle donne” e sui “ragazzi che espatriano per cercare lavoro”, e questa sua posizione è sostenuta completamente dal centrodestra, che ritengono la legge discriminatoria “per altre minoranze” o addirittura “incostituzionale” a detta di Enzo Congedo, consigliere di Fratelli D’Italia.

Un disegno di legge “che promulga il pensiero unico della sinistra radicale. L’animo del testo è un indottrinamento ed una propaganda attiva pro rete Lgbt” sostiene Nino Marmo (FI), “Questo tentativo di imporre una nuova ‘non-cultura’ che si esplica mediante l’annientamento del genere, va in profondità, perché si punta ai luoghi di crescita e formazione come le scuole imponendo persino dei corsi per gli insegnanti. Ergo, non si parla più del contrasto alla discriminazione e si va decisamente oltre: la Regione dovrebbe assumere un ruolo attivo nel concorrere a diffondere un nuovo modello, peraltro minoritario. Ci impegneremo per il rispetto dei nostri valori e delle nostre radici culturali, ma soprattutto per rispetto alla libera formazione della coscienza individuale perché compito delle istituzioni è garantire il libero esplicarsi della persona”.

La notizia giunge al termine di un’estate che ha visto una vertiginosa crescita degli attacchi omotransfobici in Italia ed al sud.

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