#QuasiMaritato: diario di un futuro sposo.

Quasi Maritato - ilPuntoH - diario di un futuro sposo

Sì sì…ho fatto quella che viene comunemente chiamata “la pazzia”: ho chiesto a Filippo di sposarmi e da oggi mancano esattamente 365 giorni al fatidico “Sì, lo voglio!”.

Allora, ad un anno da quel 20 Giugno 2020 che – se tutto va bene – ci vedrà diventare marito e marito, ho pensato di condividere con voi le mirabolanti avventure e rotture dell’organizzazione di un matrimonio tra un Napoletano e un Bergamasco che hanno deciso di sposarsi a Napoli. E da dove potevo cominciare oggi se non dalla scelta dell’anello?

La scelta dell’anello.

Sì stelline, è vero che oggi di anelli da uomo che non siano la solita patacca d’oro ce ne sono tanti, ma anelli di fidanzamento, o per proposte di matrimonio, decenti, non appariscenti e soprattutto non pacchiani (leggete anche “non con teschi in bella vista e tempestati di diamanti”) ce ne sono davvero pochi.

Insomma, la ricerca della Belisaria parte nel momento in cui decido di chiedere la mano al mio Filippo, e fin qui, tutto semplice direte voi: ma non state mettendo in conto che il mio futuro marito è un ingegnere e l’universo degli ingegneri è complicato anche se come nel mio caso, ho avuto il culo di trovare un ingegnere con un buon senso dell’umorismo e divertente.

Esco di casa, e vado diritto in Vittorio Emanuele (vicino al Duomo di Milano) sapendo che lì ci sono tante gioiellerie. Così, carico di entusiasmo entro nel primo negozio e chiedo alla commessa: “salve, avrei bisogno di una mano. Ho deciso di chiedere la mano al mio ragazzo e mi servirebbe un anello, preferibilmente maschile, senza brillanti o cose simili, bello ma non appariscente“…. al ché la commessa, sorridente, mi guarda e inizia a fami vedere anelli su anelli che di maschile avevano zero o meno di zero.

Vista la situazione, decido di darle un indizio risolutore e di smorzare il suo entusiasmo controproducente: “guardi, il mio ragazzo è un ingegnere“. Al ché, mi guarda con l’occhio del “porca puttana” e mi fa: “mi spiace non poterla aiutare.” Così, deluso ma deciso a trovare l’anello, continuo la ricerche in tutte le gioiellerie in Corso Vittorio Emanuele, ma la scena si ripete inesorabilmente ad ogni negozio, e ogni volta che pensavo di aver trovato un anello bello che potesse andare bene, il prezzo era sempre sopra i 1000 euri… e che palle!!

Allora mi dico: ” devo andare in Porta Gayezia, sì! Porta Venezia è piena di gioiellerie ed è il posto più gayo di tutta Milano“. Ci vado, deciso a tornare a casa con l’anello.

Entro nella prima gioielleria e inesorabilmente la scena si ripete…

Così, dopo circa 1 ora in Porta Venezia ad entrare e uscire da gioiellerie, quasi disperato e senza speranze, entro da Stroili Oro. Ero stanco, affamato e deluso, allora appena la commessa sorridente mi chiede se potesse aiutarmi, la guardo e le dico: “ciao, sì grazie. Allora, sono frocio, voglio chiedere al mio ragazzo di sposarmi, vorrei un anello bello ma non appariscente, senza diamantini, brillantini o cose che sbrilluccicano troppo, magari un anello che possa permettermi senza dover impegnare un rene e un polmone, e … ah, il mio ragazzo è in un ingegnere! Pensi di aver qualcosa che faccia al mio caso?

Lei mi sorride e subito mi fa i complimenti, e in meno di 5 minuti mi aiuta a scegliere l’anello!

Grazie commessa di Storili di cui non ricordo il nome perché sono bionda e svampita, mi hai salvato la vita!

Raffa

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