#QuasiMaritato: la proposta di matrimonio.

Quasi Maritato - ilPuntoH - diario di un futuro sposo

Wow! Non mi aspettavo, sul serio, reazioni così belle al mio primo post di #QuasiMaritato: i vostri auguri via FB, via messaggi privati e social vari. Sono davvero felice di vedere che condividete con me la gioia di questo percorso verso l’altare. Grazie!

Ma non possiamo parlare di un percorso vero e proprio fino a quando non chiedi ufficialmente di sposarti alla tua dolce metà, o mi sbaglio?

Ora, tutti noi sogniamo una proposta di matrimonio da favola: fiori, candele, cenetta romantica o addirittura una cosa più plateale stile coreografia a Central Park (che nel mio caso sarebbe potuto essere Parco Sempione) e lacrimoni finali con applausi da parte di tutti quelli che hanno partecipato… ma io sono fidanzato con un ingegnere.

Chi di voi ha fatto la proposta di matrimonio, o sta pensando di farla, sa bene quanto sia difficile farsi venire idee brillanti, che non siano scontate e che non siano già viste e riviste, ma in questo caso giocavo con le carte penalità: non in pubblico, una cosa intima, non troppo dolce che poi gli si alza la glicemia, romantica sì ma anche meno. E come se non bastassero già tutte le carte penalità che dovevo seguire, si metteva anche la paura del ” e se poi mi dice no? Se mi rimbalza?“… una passeggiata, no?

Allora ne approfitto di un volo di lavoro di circa 3 ore e metto giù un piano d’azione, facendo una lista di possibili scenari.

  • Lo porto fuori a cena e gli faccio trovare l’anello sul tovagliolo e gli chiedo di sposarmi;
  • Gli dò appuntamento al parco dove ci siamo conosciuti, preferibilmente in orario calmo con pochissime persone in giro, e inginocchiandomi gli chiedo di sposarmi;
  • Invece di portarlo al parco dove ci siamo conosciuti, lo porto al lago di Como, cerco un posto più appartato e gli faccio la proposta;
  • Gli lascio una lettera nella cassetta della posta quando parto per il mio viaggio in Sud America, e gli dico dove trovare una scatolina nella quale ci sarà la lettera con la proposta di matrimonio;
  • Preparo una cena romantica, accendo candele dall’entrata fino alla camera da letto che lo porteranno da me e mi faccio trovare con l’anello.
  • Domattina a colazione, ancora con la fiatella, e con gli occhi mezzi chiusi, sparo la domanda a bruciapelo!

Le idee erano tante, ma poi le ho bruciate e sfanculate tutte: vuoi perché alcune prevedevano la possibilità che altre persone, estranee alla coppia, potessero gioire dello stesso momento; vuoi perché erano in luoghi pubblici; vuoi perché erano troppo romantiche/sdolcinate/mielose per essere digerite dal mio ingegnere del corazon, o semplicemente perché la sola idea di stordirlo con la fiatella mattutina o di dovergli ripetere la domanda più volte perché ancora rincitrullito dal sonno ha creato un’immagine orrenda nella mia testa, mi sono arreso e ritrovato al punto di inizio.

Così, un mattina che ero solo a casa per lavoro, mi viene un’idea geniale: “ma sì! Scriviamogli una lettera nella quale gli fai ripercorrere le tappe salienti della vostra storia d’amore, dagliela a casa, e poi gli fai la proposta“. Ma il problema rimaneva sul come, quando e come dividere il tutto in fasi.

Scritta la lettera, la nascondo tra i miei documenti di lavoro per circa una settimana, poi un sabato pomeriggio dopo aver fatto la pennichella (lui, perché io ero talmente in ansia per il fatto che stavo per fargli la proposta di matrimonio che avevo il cuore a mille e gli occhi aperti come se avessi bevuto 7000 caffè), si sveglia e gli dico: “facciamo un gioco. Ho una sorpresa per te“… e lui subito “amore, vuoi chiedermi di sposarmi?“….

…. ma ditemi voi se si può ….

e io: “no amore, la vuoi o no sta sorpresa!? E se volessi chiederti di sposarmi starei qui mezzo sfatto di sonno sul letto con te?“…

ora chiudi gli occhi e io ti lascio una cosa sul comodino che tu potrai prendere solo quando avrò chiuso la porta della nostra camera

Così faccio, lascio la lettera sul comodino ed esco per andare in salotto.

Passano circa 3 minuti, credo i più lunghi della mia vita, e chi ha già fatto la proposta sa bene quali pensieri assurdi ti assalgano…ma non sto qui ad elencarli altrimenti darei solo ragione alle teorie degli amici che mi credono psicopatico disturbato.

Lui viene in salotto, dove lo aspettavo per fargli la domanda finale della lettera che avevo omesso volutamente, ma piangeva e io non sapevo se lo stesse facendo perché era felice o perché aveva paura di me…, allora mi decido lo stesso a fargliela:”amore, ti andrebbe di continuare questo viaggio con me e sposarmi?“, ma non ero in ginocchio, caspiterina! Rimedio e ripeto la domanda….e al suo “sì, amore” seguito da baci, lacrime di gioia (o forse dall’aver capito che mi aveva realmente detto sì e si era rovinato con le proprie mani) e ancora baci, ho realizzato che avevo fatto la cosa giusta e che l’attesa della gioia di quel momento era valsa pienamente la pena!

Alla prossima

Raffa

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