#QuasiMaritato – la scelta della location

Quasi Maritato - ilPuntoH - diario di un futuro sposo

Bon! Sono sicuro che se siete arrivati a leggere fino a questo episodio ci sono due possibili spiegazioni: a) avete o state o dovrete passare per le stesse (dis)avventure prima del matrimonio e vi rivedete in quello che scrivo; b) come me avete sani problemi psichici e anche se il personaggio principale attraverserà momenti di forte stress dove madonne e santi voleranno, vi piacciono i lieto fine che vi fanno sentire in pace con il mondo, almeno fino al prossimo vaffanciullo, o Xanax.

Ma torniamo a noi: eravamo arrivati alla visita delle location con cui avevamo confermato il nostro interesse telefonicamente. É ora di fare la re-call (un pò come nei migliori provini per la tivvù), e cercare di incastrare tutti nella stessa giornata. Avevo per sino studiato le distanze tra ogni location, iniziando da quella più vicina all’uscita autostradale fino a quella più comoda per rientrare in tangenziale e tornare a casa dei miei genitori, tutto studiato per non perdere tempo e non farmi fregare dal traffico di Napoli (che proprio simpatico non è), ma per la serie #MaiUnaGioia, due delle location non erano a disposizione nell’orario che avevo proposto, ma almeno nello stesso giorno, cambiando orario potevamo vederle tutte. 

Allora, manda all’aria la tua organizzazione di cui l’IDC sarebbe stato orgogliosissimo, e accetta le cose per come si sono messe.

Bene, si parte. Messi in macchina di buon ora al mattina per arrivare non più tardi dell 15 e rilassarsi un pò a casa di Madreh e Padreh, ma un viaggio che in genere dovrebbe durare 8 ore, è durato 12 (D O D I C I ) ore perché quel giorno anche il traffico in autostrada doveva cagare la minchia!

Storti sì, ma favolosi (cit), e in compagnia di Madreh, ci imbarchiamo il giorno successivo e alle 10 la prima visita. Non guidavo a Napoli da almeno 1 anno, e devo ammettere che per quanto sia abituato al traffico a ad autisti rincoglioniti e distratti, (Milano è una buona scuola), gli scooter che ti sfrecciano da un lato e l’altro della macchina e gli autisti che girano senza usare una fottutissima freccia ti mettono a dura prova, poi mettici anche il fatto che hai la macchina nuova di pacca da meno di 3 mesi… immaginate quanto fossi rilassato alla guida.

Arrivati alla prima location, entriamo e iniziamo il giro di perlustrazione, ma in questi casi, bisogna osservare la regola del low profile: ti piace il posto? Non farglielo notare. Tieni a bada l’entusiasmo e contratta sul prezzo e sui servizi come se ne andasse della tua vita (magari della vita no, ma del nostro conto in banca sì!).

IDC: “amo, parlaci tu con loro che sei Napoletano e fai vendite per lavoro”

IO. “Non dimenticare che sono anche Ebreo! Ci penso io!”

Ecco, una scena ripetuta 5 volte durante tutta la giornata.

Stremati, con 5 caffè all’attivo e io con i nervi delle spalle tesissimi dopo una giornata a guidare a Napoli, torniamo a casa dei miei e iniziamo l’ardua fase della scelta con Madreh stranamente d’accordo con le nostre scelte e idee.

Bon, non ve la tiro per le lunghe! La scelta è ricaduta su Villa Maria a Posillipo: una bellissima villa Patrizia di inizio 900 che gode di una vista sul golfo di Napoli e su Capri da fare invidia a tutti. Il proprietario è stato l’unico che ha capito al volo cosa volevamo e ha tradotto in preventivo le nostre idee, incontrando le nostre aspettative e esigenze organizzative. 

Ora non ci resta che andare a fare la prova del menu…. vi aggiornerò.

Per ora, auguro a tutt* buone vacanze e noi ci vediamo dopo il 15 agosto 🙂

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