Recensioni2.H: 20 centimetri

Quante volte abbiamo sentito la frase “I centimetri non contano, l’importante è saperlo usare”, ma com’è convivere con un’ingombrante pezzo di carne in grado di condizionare la tua vita quando vivi in un corpo che non ti appartiene?

La condizione della transessualità l’abbiamo già affrontata con altri titoli come Favola, capolavoro tutto italiano approdato dal teatro al grande schermo o TransAmerica, ma questa volta, dalla Spagna, arriva un prodotto ben diverso che affronta l’argomento in modo dissacrante, crudo e con un tocco di musica.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

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20 centimetri

locandinaCommedia musicale del 2005 vietata ai minori di 18 anni, in bassa qualità come ogni buon prodotto spagnolo, diretta da Ramon Salazar, colpevole di essere il padre del remake di 3 metri sopra il cielo (immaginate il dramma de Il Segreto tra le righe di Moccia). Nella colonna sonora troviamo un’intrigante versione di Parole Parole, celebre successo della coppia Mina Celentano nel lontano 1972, naturalmente tradotto  e adattato in spagnolo.

Unica nota fu il secondo premio giuria dei giovani al 58mo (2005) festival internazionale del film di Locarno.

Tra gli attori troviamo Pablo Puyol (con un nudo integrale), cantante e ballerino, famoso per il suo Pedro in Paso Adelante.

La Storia

Marieta è una transessuale che si prostituisce per tirare a fine mese in quanto, non avendo ancora fatto l’operazione finale, non risulta ancora donna e quindi impossibilitata a trovare un lavoro. Marieta ha un grande dono per alcuni, ma per lei è una penitenza: parliamo del suo pene, grosso e lungo ereditato dal padre, come il nome Adolfo. Oltre ai suoi 20 centimetri Marieta soffre di narcolessia quindi si trova ad addormentarsi nei posti più disparati fuggendo nel suo mondo colorato fatto di musica dove sogna e viaggia.


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Come ogni film che parla di transessualità il fulcro del discorso è più legato all’aspetto fisico che non a quello psicologico, come in Favola o TransAmerica la presenza del pene condiziona la vita delle nostre protagoniste e su questo ci giocano o ci fanno riflettere, in “20 centimetri” entrambe le chiavi di lettura vengono messe a nudo altalenando momenti gioiosi fatti di musica e più intensi vissuti sotto la luce di un lampione. Pellicola che si lascia guardare senza impegno, parliamo di quasi due ore di film, ma grazie alla strana magia nera della regia spagnola non ti permette di staccare gli occhi dallo schermo.

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