Recensioni2.H: Bohemian Rhapsody

:Oggi, 1° dicembre, è la giornata mondiale contro l’AIDS, una delle epidemia che dal 1981 conta oltre 25 milioni di vittime tra cui purtroppo anche molti bambini a causa della trasmissione del virus tra madre e figlio in gravidanza.

1200px-Red_Ribbon.svg_Nel nostro Blog abbiamo più volte parlato di questa malattia attraverso i film come in Holding The Man, docu-Film del 2015, diretto da Neil Armfield e basato sulle memorie di Timothy Conigrave o nei nostri approfondimenti come Trasmissione dell’HIV nei rapporti tra donne o nell’articolo Sesso, gay e MTS. Siamo davvero sul pezzo?  del nostro dottorissimo Dedalus.

Tra le numerose vittime di questa infima malattia abbiamo una delle leggende della musica: Freddie Mercury, di cui ricordiamo la scomparsa proprio in questi giorni (24 novembre 1991), ma che ora rivive per raccontarci la sua storia.

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Bohemian Rapsody

4E180CF2-6A1A-42DA-9C18-6947AA3C5ABE-1200x1907Pellicola del 2018, diretta da Bryan Singer, regista, nonchè attore (solo in alcuni), della saga X-Men. Il film, uscito nelle sale italiane il 29 novembre, è stato presentato in anteprima mondiale il 23 ottobre 2018 a Londra, alla Wembley Arena, di fronte al Wembley Stadium dove si tenne il celebre concerto Live Aid, considerato la migliore esibizione di tutti i tempi del gruppo.

Il progetto su un film sui Queen ed il loro frontman Freddie Mercury iniziò da Brian May, il chitarrista (cantautore e compositore) del gruppo, ma per diverso tempo i registi e gli attori, selezionati per interpretare l’inarrivabile cantante, continuarono a rimbalzarsi a causa di altri contratti o divergenze con l’operativo fino al novembre 2016 dove venne annunciato Bryan Singer (che, nonostante il film gli venga accreditato, fu allontanato prima della fine delle riprese a causa di accuse di molestia accadute ne 1998, anche se furono successivamente ritirate) come regista e Rami Malek nel ruolo di Freddie Mercury.

La storia

Il film segue la controversa storia di Freddie Mercury e di come i Queen, dai balli di liceo siano diventati un fenomeno mondiale; la pellicola mostra il lasso di tempo dal 1970, anno in cui gli Smile, formati dal batteriasta Roger Taylor e il chitarrista Brian May persero il loro solista (che lasciò il gruppo), ma che venne sostituito da Farrokh Bulsara che prese successivamente il nome Freddie Mercury.  Assistiamo alla creazione di uno dei loro album più famosi: A Night at the Opera che contiene il singolo Bohemian Rhapsody, che, nonostante la durata di 6 minuti (tempo non radiofonico di 3  minuti come d’abitudine) e il cambio di stili musicali, lanciò la band in tutto il mondo. Arriviamo per finire al concerto Live AID del 1985 che sancì Freddie come leggenda in tutto il mondo.


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Purtroppo la critica sta bollando questo film come un tentativo di inzuccherare la figura di Freddie Mercury che all’apice del successo visse tutti gli eccessi delle grandi Star: partendo dai testi ai video musicali che lo vedono vestito da donna o in una cornucopia orgiastica fino alle feste private con figure eccentriche e droga. Nella pellicola viene affrontata la sessualità del cantante che fu uno dei muri contro cui la stampa cercò di scontrarsi più volte; conosciamo la figura di Mary Austin, prima fidanzata di Freddie e poi fidata consigliera che tiene il segreto di dove le ceneri del cantante siano sepolte nonchè metà del patrimonio; le scappatelle con diversi uomini durante i tour fino alla comparsa di Jim Hutton che gli rimase accanto fino alla sua scomparsa.

43f1b0b043cc707e73a87a0424871fa4Film (secondo il mio parere) di una bellezza incredibile, per tutto il tempo, parliamo di 134 minuti di film, lo spettatore viene coinvolto nel processo creativo della band e nelle loro vicissitudini; nonostante si conosca la storia di Freddie non c’è mai un sentimento nostalgico, ma solo pura energia che accompagna in un climax esplosivo verso il concerto del 1985; pellicola che merita sicuramente la visione perché ci porta dietro le quinte di una delle band che ha scritto la storia della musica.

Per finire bisogna parlare della straordinaria interpretazione degli attori, sopratutto Rami Malek che grazie ad uno studio sul personaggio, è riuscito a non comparire mai sullo schermo, la sua performance è talmente piena di pathos che per tutta la durata del film noi vediamo Freddie e mai chi lo interpreta. Naturalmente la parte cantata non è frutto di Malek, ma è un mix tra le tracce originali dei Queen e l’artista canadese Marc Martel che fu scelto personalmente da Brian May per la somiglianza tra le due voci.

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