Recensioni2.H: Dream Boat, il Gbreak sul mare

Cosa fai quando sei single, aitante e gay? beh, vai in una di quelle vacanze a tema, e non in un posto qualsiasi, ma su una crociera, dove nessuno può scappare il che è un bel vantaggio quando non riesci a tenerteli attaccati al culo…in tutti i sensi (si può dire culo?).gay-cruise-demence-620x448

Il Gbreak invernale si è concluso da pochi giorni, e dietro a quella enorme massa di testosterone glitterato chi troviamo? persone con una storia, un passato tutto da raccontare.

Dream Boat

DocuFilm di produzione tedesca rilasciato nel febbraio 2017, fresco fresco, che ruota attorno alle vacanze in crociera 100% gay, un po’ come quelle che vincono le Drag Queen da Rupaul, seguendo le storie di 5 ragazzi di diverse culture che si mettono a nudo, in diversi e più modi fantasiosi.

dream-boat-2017Seguiamo le vicende di Marek, ragazzo polacco tutto muscoli e bel faccino che si scontra con la sua immagine scopabile e la difficoltà nelle relazioni; Dipankar dall’India che non riesce a vivere appieno la sua sessualità; Philippe, il francese costretto sulla sedia a rotelle, ma con tanta voglia di vivere; Ramzi, palestinese, ma scappato in Belgio che ha trovato l’amore della vita e infine Martin, dall’Austria, che ha imparato ad accettare di essere sieropositivo.

Durante la pellicola vengo affrontati diversi temi: l’essere gay rispetto alle diverse culture dove la religione ha imposto le regole come in Polonia o in Palestina; Invecchiare, è molto bello vedere le coppie anziane camminare nel parco, ma quante coppie gay anziane avete mai visto? quanti arrivano alla fine soli?; L’immagine nella comunità gay, perché se sei mascolino e hai un bel fisico sei un piatto appetibile per tutti, ma se invece dimostri tratti più femminili vieni bollato come un difetto ed infine la Sieropositività, non più come una male della terra, certo, va prevenuta, ma ora si riesce ad avere una vita normale e longeva.02__DREAM_BOAT_gebrueder_beetz_filmproduktionAmmetto che ho scelto questo titolo perché pensavo fosse una commedia all’American Pie, una storiella divertente di 5 ragazzi di diverse provenienza che, marciando sugli stereotipi, andavano a creare gag divertenti con sfondo bonazzi in costume, ed invece mi esce fuori un documentario toccante di come le crociere gay, bollate come guazzabugli promiscui, siano in verità uno specchio per confrontarsi in primis con se stessi e poi con altre persone.

Non c’è copione, è buona la prima, tutto quello che ne esce è pura vita, i pensieri e le paure più profonde dei ragazzi presentati son le stesse che viviamo noi tutti i giorni e che piano piano stiamo imparando ad affrontare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *