Recensioni2.H: Elisa Y Marcela

Recentemente abbiamo sentito tutti la notizia che in Ecuador, finalmente, il matrimonio egualitario è realtà, andandosi ad aggiungere ad una lista di paesi dove la comunità LGBTQ+ vive con legge che ne tutelino la libertà e la dignità; ma c’è una piccola notizia di cronaca datata 1901 che parla di due donne legalmente sposate in chiesa e la domanda spontanea è: ma com’è possibile? e qui ci viene incontro una delle notte piattaforme preferite: Netflix <3

Film uscito da pochi giorni sulla nota piattaforma di streaming, in concomitanza con il mese dell’orgoglio LGBT e già sulla bocca di tutti: stiamo parlando del dramma biografico della prima coppia dello stesso sesso che è riuscita a contrarre un matrimonio religioso (mai sciolto) in Spagna e parliamo del secolo scorso, quindi sedetevi e

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Elisa Y Marcela

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Pellicola del 2019 diretta da Isabel Coixet, regista molto grintosa sopratutto nelle sue idee politiche e artistiche che grazie a Netflix è riuscita a portare a conoscenza una storia veramente accaduta agli inizi del ‘900. Film presentato al 69º Festival Internazionale del Cinema di Berlino dove corre per l’ambitissimo Orso D’Oro.

L’intera vicenda, seppur romanzata è il frutto delle ricerche di Narciso De Gabriel, che tramite giornali dell’epoca, spagnoli, portoghesi e americani; lettere e foto è riuscito a ricostruire la storia di queste giovani amanti.

A parte gli attori, gran parte della troupe che ha seguito la realizzazione del film era prevalentemente composta da donne su decisione della regista, in primis per non mettere a disagio le attrici principali nelle scene di sesso e nudo e in secondo luogo perché a detta di Isabel con pochi uomini sul set l’ambiente è più tranquillo e silenzioso.

La Storia

Elisa Sánchez Loriga e Marcela Gracia Ibeas son due giovani ragazze spagnole, entrambe con un passato fatto di privazioni e regole, come voleva la dottrina del tempo (fine 1800); non appena si conoscono nel convento dove studiano scatta qualcosa e da semplici passeggiate fino a casa il loro rapporto diventa qualcosa di più intenso, ma mal visto da tutti.

Dopo un periodo di lontananza, le due giovani ormai cresciute, si ritrovano ed iniziano a vivere la vita che hanno sempre sognato assieme, ma ancora una volta la società le ripudia portando Elisa a “trasformarsi” in Mario riuscendo a convolare a nozze secondo il rito cattolico.

Nonostante il travestimento le due sono costrette a fuggire in Portogallo dove trovano un’accoglienza migliore che le porterà a costruirsi il futuro che tanto hanno desiderato.


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Film interamente girato in bianco e nero nella regione della Galizia, punta a nord-ovest della Spagna, proprio sopra il Portogallo, luogo dove i fatti son realmente accaduti.

Oltre alla scelta del colore, o della sua assenza anche il suono la fa da padrona catapultandoci, nostro malgrado (opinione puramente personale) a jam session di rumori che ogni appassionato di ASMR gusterà con piacere; lo sguardo femminile della regia regala allo spettatore momenti molto intimi che riescono a coinvolgere in maniera quasi fisica chi guarda (non guarderete più i polpi con gli stessi occhi).

Nell’insieme il film è un mattone molto pesante se non per sprazzi di vita che sembrano dare una svolta alla vicenda, ma nonostante le due ore di pellicola la storia è talmente interessante che si arriva facilmente fino alla fine senza però versare neanche una lacrima.

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