Recensioni2.H: Hurricane Bianca 2

Bentornati Hpuntini e Hpuntine, l’estate sta volgendo al termine ed è tempo di tornare sui banchi di scuola e riprendere con le nostre succulenti recensioni di film LGBT, ma non ci prendiamo subito troppo seriamente con titoloni strappalacrime; andiamo a trovare una vecchia (non ditele che l’ho detto!) amica d’oltreoceano che ci ha fatto ridere e riflettere grazie alla sua parlantina scanzonata.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

popcorn


Hurricane Bianca: From Russia with Hate

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Sequel di Hurricane Bianca del 2016; in questo secondo capitolo ritroviamo il cast originale composto dalle famose Drag Queen rese celebri oltreoceano grazie al programma Rupaul’s Drag Race (segnaliamo che a fine settembre verrà caricata, finalmente, la 10 stagione su Netflix) tra cui Bianca Del Rio (protagonista), Shangela Laquifa Wadley, che avrà un ruolo più marcato che nel film precedente, e new entry Katya Zamolodchikova che forse è il vero motivo per guardarsi il film.

Il titolo del film, tradotto letteralmente “Hurricane Bianca: dalla Russia con Odio” riprende e parodizza il titolo del film di James Bond A 007, dalla Russia con amore con anche una colonna sonora che ricorda molto il celebra brano Skyfall cantato da Adele.

La storia

Finalmente per Richard Martinez la vita sembra andare per il meglio, grazie al suo alter ego Bianca del Rio è riuscito a conquistare la Milford High School e mandare in prigione la vice preside Deborah “Debbie” Ward. Ma quando Debbie viene rilasciata ricominciano i guai per l’insegnante di scienze: con un piano ben studiato Debbie riesce ad attirare Richard in Russia, sotto la giurisdizione della temibile Svetlana che perseguita la comunità LGBT, con la scusa di ritirare un finto premio come miglior insegnante, ma nelle vesti di Bianca del Rio.Hurricane_Bianca_Russia_5_758_426_81_s_c1


Come nel primo titolo anche il seguito, con chili e chili di effetti speciali brutti, cerca di portare, sempre con la firma di Bianca, una denuncia sociale: se nel primo capitolo ci trovavamo a combattere per la lotta al lavoro da parte della comunità LGBT in quanto su 29 (di 50) stati degli USA è legale che qualcuno venga licenziato dal proprio posto di lavoro per essere gay, ora ci troviamo in Russia, una della nazioni più aspre per gli omosessuali dove vige la legge sulla propaganda gay, firmata da Vladimir Putin che in soldoni rende punibile l’omosessualità se utilizzata come propaganda il che racchiude i Pride, le manifestazioni per i diritti e qualsiasi aspetto che deformi il concetto di famiglia tradizionale.gay-moscow

Pellicola che osa, ma che a causa (si presuppone) del basso budget fa distrarre lo spettatore con effetti speciali di bassa categoria e una recitazione che ti fa trovare le rappresentazioni di natale delle elementari dei capolavori artistici.

Film che purtroppo denuncia un fatto, ma che proprio a causa di quest’ultimo non riuscirà mai ad approdare in Russia.

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