Recensioni2.H – L’orgoglio di un figlio

Domani 6 maggio si festeggierà in numerose città d’Italia la festa delle famiglie arcobaleno e proprio per l’occasione mi son ritrovato ad ascoltare un’interessante intervento in radio che ha trattato di questo argomento con le testimonianze di due papà e due mamme svizzeri, entrambe le famiglie metteva a nudo tutte quelle gioie e difficoltà che si trovano a vivere tutte le famiglie, e nel loro caso, anche le discriminazioni che combattono con l’informazione e un approccio aperto.arcobaleno

Il film di oggi tratta sì di famiglia, ma di mamma e papà in attesa di un bambino che potrebbe nascere gay, ma non mangiamoci adesso tutta la recensione.

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L’orgoglio di un figlio

Film del 1997 dal titolo originale “The twilight of the golds“, letteralmente “Il crepuscolo degli ori” (boh!) e la trasposizione dell’omonima opera teatrale scritta nel 1993 arrivata fino a Broadway. Le due opere si distinguono dal finale, dove a teatro non abbiamo il lieto fine che ci aspettiamo.

Jennifer Beals ha vinto il Golden Satellite Award come Best Actress in a Miniseries or a Motion Picture Made for Television.

La Storia

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La pellicola si incentra su un piccolo nucleo familiare composto da Suzanne Stein e suo marito Rob in attesa di un figlio; Rob è un genetista e testa sulla moglie dei nuovi trattamenti per determinare i vari caratteri del bambino, anche l’orientamento sessuale. La coppia scopre che il nascituro è destinato ad essere gay creando grande sgomento tra i due, il tutto enfatizzato  dai genitori di lei e David, il fratello gay di Suzanne che non è mai stato accettato completamente dai genitori.

Suzanne si troverà davanti ad un bivio: crescere un figlio diverso accettandolo con tutte le discriminazioni che ne comporteranno o salvare la faccia e cancellare una vita.


org04Film che porta argomenti in parte nati e morti negli anni  ’90… credo, o almeno non mi pare di aver mai sentito parlare di test per determinare l’orientamento sessuale di un nascituro, anche perché è come voler indovinare se da grande preferirà il dolce o il salato quindi argomento test nato e morto da tempo.

In secondo luogo la famiglia che si trova ad affrontare qualcosa di nuovo e deve decidere se capire ed empatizzare o vivere nell’ombra del giudizio degli altri.

L’omosessualità, che s’intreccia tra religione e scienza tiene le basi del film mettendo alla luce le paure e le considerazioni che vent’anni fa si provavano verso questo i gay, come il non mangiare qualcosa già morso da un’omosessuale (credendo che l’AIDS veniva trasmesso anche solo dalla saliva) o che il tutto sia dovuto ad un gene o all’ambiente esterno che andava da influenzare le persone.

Un film dal forte carattere che sembra lontano anni luce da come vanno veramente le cose, ma toccante e piacevole come solo un film degli anni ’90 poteva essere.

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