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Recensioni2.H – Maurice

“Sono un’innominabile, del genere Oscar Wilde.”

Maurice

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Nella nostra lunga carrellata di recensioni stiamo vagliando l’amore in ogni sua piega del tempo, tra domestici nell’era vittoriana, agli albori del nuovo millennionel pieno della guerra o nella Francia degli anni ’30 , ovunque ci giriamo c’è amore, drammatico, intenso o semplice come canta il nostro Tiziano e anche tra le aule di Cambridge, una delle università più antiche al mondo, può sbocciare questo tenero sentimento.

Maurice

31-call-me-by-your-nameFilm del 1987, tratto dall’omonimo romanzo di Edward m. Forster scritto nel 1914, ma pubblicato solo nel 1971, un anno dopo la morte dello scrittore; vinse il premio per la miglior interpretazione maschile di Hugh Grant e James Wilby, i due protagonisti, al Festival di Venezia del 1987.

Diretto da James Ivory, classe 1928, prima regista e poi co-sceneggiatore assieme a Guadagnino, dell’adattamento cinematografico del romanzo Call Me by Your Name che vedremo nelle sale nel febbraio dell’anno prossimo.

La Trama

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Cambridge, 1909. Maurice Hall è un giovane studente universitario al secondo anno, che si innamora di Clive Durham, un altro studente incontrato una sera per caso; tra i due nasce qualcosa più della semplice amicizia, che sboccia un’anno dopo trasformando il rapporto tra i ragazzi in un sentimento più profondo, ma privo di fisicità (mannaggia ai timorati di Dio).

Ma per quanto durerà la storia tra i due, in un’Inghilterra all’inizio del XX secolo?


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Oscar Wilde e Lord Alfred Douglas, 1893

La pellicola, come il romanzo, non tratta il tema dell’omosessualità solo da punto di vista della commedia, lui e lui, una storia d’amore e tutti felici e contenti, ma anche dal punti di vista della società del tempo; giustappunto “l’atteggiamento scabroso” veniva condannato fin dalla dottrina, come nei testi filosofici greci dove ogni atto omosessuale legato alle mere tentazioni veniva omesso anche nelle lezioni filosofiche dell’università.

La storia spazia tra il 1900 e gli anni ’50 seguendo il percorso evolutivo delle due anime, periodo storico dove la polizia si è trovata ad imporre attivamente leggi che vietavano i comportamenti sessuali tra uomini, condannando anche figure di alto rango; oltre alla prigione i condannati venivano condannati ai lavori forzati o alla castrazione chimica.

Solo agli inizi degli anni ’70 l’omosessualità maschile fu depenalizzata, a fronte di quella del lesbismo che è mai stato illegale, portando nel 1972 il primo Pride a Londra.