Recensioni2.H: Può baciare lo sposo

Finalmente siamo arrivati all’attesissima finale di questo Eurovision Song Constest e siamo pronti a tirar giù il teatro a Soldi Soldi *clap clap*, ma non dimentichiamoci le buone abitudini ed eccoci con la nostra recensione tutta tricolore per celebrare il nostro Bel Paese fatto di buona cucina, architettura maestosa e storie d’amore LGBT con quella cadenza che solo l’Italia può regalare.

Ma non perdiamoci in ciance.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

popcorn


Può baciare lo sposo

54078Pellicola del 2018 diretta da Alessandro Genovesi che abbiamo sentito più recentemente con 10 giorni senza mamma, pellicola che vede il ritorno di Fabio De Luigi e che è rimasta per oltre tre settimane il primo film in Italia al box office.

Come ogni buon film italiano il territorio del Bel Paese è il protagonista e qui veniamo a conoscenza di Civita, detta anche Città che muore a causa della poca popolazione, conta solo 11 abitanti, e dei crolli dell’altura su cui sorge; dal 2013 accedere al borgo è consentito solo previo pedaggio e tramite un ponte pedonale, unico accesso alla cittadella. Civita è stata spunto di ispirazione per Haiyao Miyazaki per la realizzazione del celebre film Laputa, il castello nel cielo.

L’intera opera è un riadattamento alla piece teatrale My Big Gay Italian Wedding di Anthony J. Wilkinson.

La storia

Antonio e Paolo sono una coppia consolidata che vive da diversi anni a Berlino assieme alla talentuosa e benestante coinquilina Benedetta; quando Antonio chiede a Paolo di sposarlo i due decidono che è tempo di tornare in Italia a mettere in chiaro con le proprie famiglie, così armati di coraggio e un nuovo coinquilino crossdresser capitato tra capo e collo, i quattro scendono a Civita, frazione facente parte dei borghi più belli d’Italia, dove il padre di Antonio detiene la carica di sindaco con una politica di accettazione, ma quando si troverà davanti il figlio gay farà di tutto per impedire il matrimonio.


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Forse uno dei pochi film italiani LGBT dove gli attori si baciano più di una volta e in alcuni casi con del sentimento, wow, altra nota positiva è la mancanza di caricature attorno ai vari stereotipi sui gay o i travestiti, cosa che, a parer mio, eleva il prodotto alzando l’asticella ai vari prodotti della commedia italica.

Nonostante la storia abbia qualche buco che rende a tratti il prodotto un po’ piatto nell’insieme abbiamo una perfetta visione di quello che è il pensiero sulle unioni civili in Italia, su come nonostante tutto l’accoglienza, si parla anche di profughi, sia il nostro pane quotidiano e che l’amore vince su tutto.

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