Recensioni2.H: Scusate se esisto!

Il 2019 non è neanche iniziato da un mese, ma siamo già qua a dover combattere la solita battaglia contro l’ignoranza e il bigottismo, dopo la testata giornalistica che ha trovato uno strano connubio tra calo del PIL ed aumento dei gay ora, con grandissimo anticipo sui tempi, abbiamo già le prime rimostranze verso il Gay Pride: in data 21-01-2019, a Trieste, il consigliere comunale Fabio Tuiach ha aperto una mozione urgente dove tra i suoi i passaggi si legge «gay Pride , una manifestazione dove delle persone ostentano la propria sessualità senza preoccuparsi dei minori che potrebbero assistere involontariamente ad atti osceni in luogo pubblico»,  «i gay Pride in passato si sono macchiati di sconcerie ed atti osceni anche davanti ai bambini», «atto omosessuale ostentato al Gay Pride è un abominio e un peccato mortale per la nostra religione»,  «pericolo di scontro tra i due cortei», «prevenire la vista di oscenità ai cittadini», rosario pubblico riparatore  all’abominio del Gay Pride »

Insomma ancora nel 2019 SCUSATE SE ESISTIAMO!

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

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Scusate se esisto!

717X5Qqa2BcL._SL1024_Pellicola del 2014 diretta da Riccardo Milano, padre di altri film come “Benvenuto Presidente” con Claudio Bisio e il più recente “Come un gatto in tangenziale” con ancora Paola Cortellesi; tra le file della regia troviamo anche Ivan Cotroneo che conosciamo per Cronaca di un Disamore.

Il film ha vinto nel 2016 il Premio Dedalo Minosse Cinema (volto a premiare la professione dell’architetto nella produzione cinematografica italiana) come miglior film ed è valso a Paola Cortellesi due nomination come miglior attrice ai David di Donatello e al Nastro d’Argento, vinti entrambi da Margherita Buy con Mia Madre.

“Scusate se esito!” oltre ad essere una commedia racchiude anche una parte biografica in quanto, il soggetto fulcro della storia, il Kilometro verde, è un progetto reale disegnato da una donna.

La Storia

Serena Bruno è un brillante architetto; partita dalla piccola Anversa, in Abruzzo, si forma girando per il mondo per approdare poi a Londra affermandosi per le sue doti. Causa la nostalgia per il Bel Paese Serena decide di abbandonare tutto e tornare alle sue origini trasferendosi a Roma, dove purtroppo si scontra con la realtà maschile del lavoro e dovendosi accontentare di lavori ben lontani dalle sue alte competenze.

Quando, per un fortuito caso, scopre il bando per riqualificare il quartiere di Corviale Serena si trova a dover fingere di essere qualcun altro pur di far valorizzare il suo lavoro e assieme a Francesco, un Casanova gay dalle buone maniere cerca di portare a casa capra e cavoli.


bova_bocci_cover-1024x535“Scusate se esisto!” potrebbe non sembrare un titolo adatto a questa rubrica, dove trattiamo l’argomento LGBT nel mondo cinematografico come protagonista, cosa che in questa pellicola non lo è, ma ad un’analisi più attenta l’intera storia racchiude sotto il suo titolo una serie di argomenti molto concitati per le minoranze: Serena in quanto donna si ritrova a dover affrontare il mondo del lavoro prettamente maschile e Francesco assieme ad altri personaggi gay a doversi nascondere per vivere serenamente.

“Scusate se esisto!” abbraccia diverse minoranza, in primis le donne e gli omosessuali, ma mette anche sul fuoco la visione che hanno le persone delle grandi città verso tutti quelli che arrivano dai piccoli borghi o dalle periferie abbandonate, “Scusate se esisto!” è un monito a non mollare mai nonostante le barriere che ci parano davanti gli altri.

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