Recensioni2.H: Sebastiane

Vi siete mai chiesti come San Sebastiano, nelle credenze popolari moderne, sia diventato il protettori degli omosessuali? Come questo santo, favorito dell’imperatore Diocleziano (III/IV secolo) e poi da lui stesso condannato quando scoprì la sua conversione al cristianesimo, è diventato un’icona LGBT? Testi antichi lo descrivono come il comandante della prestigiosa prima coorte pretoria, difensore dell’imperatore, mentre testi più moderni come “LE MARTYRE DE SAINT SÉBASTIEN” (opera in 5 atti) scritta da Gabriele D’Annunzio e musicato da Claude Debussy lo presentano come il favorito nonché amante dell’imperatore, soggetto ai culti più pagani dove l’omosessualità non era condannata; ma chi era veramente Sebastiano?

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Sebastiàne

234578Considerata un’opera cult del mondo lGbt il film fu girato nel 1976 e diretto da Derek Jarman, regista dichiaratamente omosessuale che in gran parte delle sue opere trattò questo argomento. La pellicola si presenta in lingua latina, per dar maggior realismo alla storia e fu presentata sottotitolata sia in Inghilterra, paese di produzione, che in Italia, dove venne presentato privo della famosa scena dei sue soldati che si accarezzano nel fiume e soprattutto vietato ai minori di 18 anni.

Il film fu girato in 24 giorni interamente in Italia, per la precisione a Cala Domestica, sulla Costa Verde in Sardegna e fu un grande scandalo per la presenza di nudità maschile e scene omoerotiche. Jarman girò altri film controversi legati a figure storiche, come Caravaggio, Edoardo II o il filosofo Ludwig Wittgenstein.

La storia

Sebastiano, una volta il favorito dall’imperatore Diocleziano, viene mandato in esilio, a causa della sua conversione al cristianesimo, con un piccolo avamposto di soldati; tra questi, che si abbandonano al piacere omosessuale, c’è l’ufficiale Severo che mostra un’interesse per il giovane, ma viene continuamente rifiutato; indispettito per l’ennesimo rifiuto l’ufficiale, dopo averlo più e più volte torturato, lo fa legare ad un palo per poi trafiggerlo con delle frecce.


327174_backdrop_scale_1280xautoE’ facile capire perché quest’opera fu uno scandalo 42 anni fa, non che ora possa essere trasmesso con leggerezza in prima serata; il film ritrae l’atto più grande di fede, come il martirio con una costante presenza di nudi maschili, lo stesso Sebastiano durante la sua morte è nudo. Di contro la rappresentazione in sè non racconta nulla: i dialoghi molto scarni riempiono le scene senza portare da nessuna parte, son semplicemente chiacchiere tra soldati, ma che rappresenta al meglio la noia del momento. Punto forte della pellicola è questa costante ricerca del bello, le varie inquadrature sembrano ricreare dei quadri dove solo la musica fa da accompagnamento.

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