Recensioni2.H : Tangerine

Credete che un gruppo di Drag Queen faccia casino? Provate a prendere giusto due o tre trans portoricane che devono contendersi il territorio di “caccia” e avrete il vero DRAMA! In questa recensione2.H riprenderemo il tema della transessualità, ma con una chiave ben diversa dai film proposti in precedenza; nessun percorso di accettazione, nessuna transizione, solo tacchi alti e pericolo di borsettate dietro l’angolo.

Tirate fuori i pop corn Dolcezze!

popcorn


TANGERINE

MV5BMjEzNzY2NjYwOV5BMl5BanBnXkFtZTgwOTY1MDU1NTE@._V1_SY1000_CR006781000_AL_Film del 2015 diretto da Sean Baker, regista factotum (montatore, produttore, direttore della fotografia che e chi più ne ha più ne metta) e, per gli Oscar 2018, uno dei giudici che andrà ad attribuire l’ambiziosa statuetta d’oro per il miglior regista, miglior sceneggiatura originale e non.

Prodotto low budget è stato girato in soli 31 giorni ad Hollywood, con 3 smartphone iPhone 5s, per essere poi presentato il 23 gennaio (le riprese son finite il 18) al Sundance Film Festival; ha ricevuto diversi premi nei festival dove è stato successivamente presentato tra cui: premio della giuria a l festival di Deauville, miglior interprete emergente e miglior attrice non protagonista per Mya Taylor e altri.

Tutte le attrici, che nella pellicola figurano come trans, sono realmente membri transgender della comunità.

LA STORIA

È la vigilia di Natale e la prostituta transgender Sin-Dee Rella (e già questo mi ha fatto lanciare una parrucca per la stanza) ha finito di scontare i suoi 28 giorni di carcere. Se ne sta bella fresca (in California in natale è piuttosto caldo) con la sua amica Alexandra, anche lei prostituta trans quando le giunge all’orecchio che il suo fidanzato Chester, nonché pappone,la sta tradendo con una certa Desirée, forse Diana o era Dinah? Un bionda vera, e per vera non intendiamo il colore di capelli, ma quello che sta nell’intimo di pizzo. Sin-Dee su tutte le furie parte per un’odissea per scoprire la verità.


tangerine.0.0Film essenzialmente bruttino che a causa del basso budget sembra girato da uno YouTuber con gli amici mica tanto bravini, tipo il cugino che la zia vuole che ti porti appresso perché non frequenta nessuno. L’idea, nata in un negozio di ciambelle, non era male nell’insieme: avevamo una trans uscita di galera, un pappone che la tradiva con una donna biologica, una donna trans con il grande sogno di cantare, un padre di famiglia etero curioso; insomma, troppa carne sul fuoco che alla fine brucia impietosamente.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *