Recensioni2.H: Vier Minuten

Nel corso delle nostre moltissime recensioni, e sono davvero tante ragazzi, abbiamo viaggiato in tutto il mondo e praticamente in tutte le epoche alla scoperta dell’amore in tutte le sue forme e sfumature: dai campi di prigionia nazisti, alle relazioni poliamorose multirazziali della Francia contemporanea, all’America degli anni ’50; dall’India all’Inghilterra fino al Messico, insomma i gay son dappertutto a far calare il PIL in ogni nazione.

Per questa recensioni siamo sbarcati nella Germania dalle mille sfaccettature, dura e fredda all’esterno, ma con un passato nascosto.

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Vier Minuten

locandina

Vier Minuten, tradotto letteralmente come Quattro Minuti nella versione italiana, nonostante non sia mai stato doppiato, è una pellicola tedesca del 2006, diretta da Chris Klaus.

Il film ha vinto diversi premi come miglior sceneggiatura nel 2004, prima ancora di iniziare le riprese, seguito da altri riconoscimenti in terra tedesca, ma nessuno che riguardi la comunità LGBT.

Abuso di potere, violenze sessuali, razzismo e omofobia, Vier Minuten in quasi due ore racchiude una moltitudine di argomenti che si armonizzano tra loro creando una perfetta melodia in grado di incollare lo spettatore allo schermo.

La Storia

Traude Krüger è un’anziana e rude insegnante di pianoforte, devota solo alla musica, Jenny von Loeben, invece, una giovane ragazza in carcere per un’assassinio di cui potrebbe non essere neanche colpevole; le due donne non hanno niente in comune se non l’amore per il pianoforte, nonostante gli stili diversi, dove una è più inquadrata e classica, l’altra è pura ed oscura passione tanto da usare il pianoforte come batteria.

Dopo un primo incontro disastroso le due donne iniziano a conoscersi nel profondo andando a scavare in ricordi che arrivano fino alla seconda Guerra Mondiale dove l’omosessualità era punita con la morte.


Quattro_minuti

Tra i tanti stili cinematografici quello tedesco (opinione personale) è uno dei più pesanti da digerire, saranno le ambientazioni soffocanti o i temi piuttosto crudi, o semplicemente la lingua. Anche in Vier Minuten siamo buttati in un vortice di emozioni e flashback, un po’ come nell’acclamata serie tv Dark, un guazzabuglio di elementi volti a creare una storia che parte a bomba, inciampa, si ridesta e continua.

Come detto sopra nella pellicola vengono affrontati diversi argomenti e sopratutto proposti con diverse chiavi di lettura in base al personaggio, dove con Jenny abbiamo delle emozioni distruttive a causa degli abusi sessuali da parte del padre e la dura vita del carcere dall’altra abbiamo la gelida e pacata (e anche di mentalità quadrata se possiamo dire essendo una donna di inizio secolo) Mrs. Kruger che ha affrontato le atrocità della guerra.

Film non propriamente di stampo LGBT, ma che tocca corde delicate in una rapsodia di movimenti ed emozioni, un inno ad essere liberi e ste stessi e che alle volte noi per primi siamo la nostra prigione.

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