Sono rom, sono gay e mi sento perfettamente integrato

Su Twitter siamo tanti e siamo tutti diversi. Proprio perché è bello esplorare ciò che non conosciamo, ho voluto fare una chiacchierata con @LukaNeziri, un ragazzo 24enne gay e di etnia rom. Il fatto che sia simpatico e autoironico lo si vede dal tweet fissato in alto nel suo profilo

Vediamo quindi di capire chi è Luka e perché la sua è una bella storia. Sit back, relax and enjoy your flight.

Siamo in piena campagna elettorale e temi come immigrazione, razzismo e omofobia sono tornati. Durante l’infanzia hai mai subito episodi del genere?

Quando ero piccolo vivevamo in un paesino verso il Lago di Salò [Luka è nato e cresciuto in Lombardia e parla fluentemente con accento bresciano ndr]. Non è che ci fosse una vera e propria discriminazione, ma dato che la mia famiglia era l’ultima arrivata noi venivamo messi da parte. Non so se definirlo propriamente razzismo, ma tieni conto che trattandosi di un paesino le persone tendono ad essere più chiuse verso le persone nuove. Poi se ci pensi la Repubblica di Salò era la patria di Mussolini. Ci sono stati un paio di episodi che hanno coinvolto i miei fratelli più grandi ma in ogni caso nessuno si è mai fatto mettere i piedi in testa. 

Dopodiché vi siete trasferiti a Brescia.

Sì e anche per il fatto di vivere in palazzi in cui erano e sono presenti molte culture diverse non ho percepito particolari discriminazioni. C’è stato qualche scherno con dei ragazzi che però poi sono diventati i miei migliori amici. Erano più che altro prese in giro da ragazzini.

E durante l’adolescenza?

Nemmeno in questo caso ho subito grossi episodi. Non so se è per il mio carattere esuberante o perché mi sono perfettamente integrato, ma me la sono sempre cavata. Io e miei fratelli ci siamo sempre circondati di persone variegate, anche italiane, e non abbiamo mai rispecchiato lo stereotipo del rom delinquente o casinista. Non che tutti lo siano, non vorrei diventare razzista a mia volta.

Come percepisci il resto della comunità rom?

Credo siano molto diversi da me. Credo che a molti manchi la capacità di stare in mezzo alle altre persone e alcuni accusano gli altri di essere razzisti nei loro confronti quando in realtà sono loro ad avere un comportamento maleducato. Talvolta c’è una sorta di vittimismo.

Mi hai detto di essere cittadino italiano. Il percorso è stato complicato? Lo ius soli ti avrebbe aiutato?

Il rilascio della cittadinanza non è così immediato. Puoi richiederla dopo aver compiuto 18 anni ma ci sono diversi requisiti, come la residenza per un certo tempo nello stesso posto. Inoltre c’è stata una sorta di casino per via del permesso di soggiorno, ma tra avvocati e tribunali l’abbiamo risolto. È stato faticoso, quindi sicuramente una legge come lo ius soli mi avrebbe semplificato la vita. 

Parliamo della tua omosessualità. Come viene percepita all’interno della comunità rom?

Qua si apre un mondo. L’omosessualità non viene ben percepita, anche perché una gran parte è di religione musulmana. Inoltre la comunità è molto legata: si va a matrimoni, cene, feste e altre cose. Secondo me una famiglia potrebbe anche percepirla bene ma avrebbe “vergogna” di dirlo in giro per paura che il resto dei membri possa giudicare il figlio o la figlia. Io conosco parecchi altri rom gay o lesbiche.

Beh ma questa cosa del “non farsi sparlare dietro” è largamente diffusa anche in Italia.

Sì assolutamente, non sto dicendo che esiste solo tra i rom. Però questa cosa è molto sentita. Conosco un ragazzo palesemente gay e i genitori l’hanno fatto sposare. Secondo me proprio per nascondere questa cosa qui. 

So che a Capodanno hai fatto coming out con i tuoi genitori. Com’è andata?

Nì. Non ho proprio fatto coming out. Mi hanno detto che già lo sapevano. Ti spiego. Io e il mio fidanzato abbiamo avuto una storia un po’ complicata all’inizio, dato che ha dieci anni più di me e quando l’ho conosciuto ero ancora minorenne. Mio padre ci ha scoperti e per un periodo ci siamo visti di nascosto. Il problema era che lui era un uomo e più grande. Anche il mio fidanzato non era molto sereno ed è stato un momento difficile. In questo mi hanno aiutato i miei fratelli, che mi hanno spianato un po’ la strada. In ogni caso loro lo sapevano ma io non ho mai avuto il coraggio di dirlo apertamente per paura di come potessero reagire. Questo Capodanno mio fratello voleva invitare anche il mio ragazzo, ma lui ha declinato a causa della situazione. Al che mia madre mi ha chiuso in bagno e mi ha detto che sia lei che mio padre sapevano già che sono gay e che resto sempre loro figlio. E che se io sono felice loro sono contenti. Quindi il mio 2018 è partito col botto. 

Direi! Sono molto contento per te.

Solo che ora non so bene come comportarmi. Devo ancora parlare bene con mia madre e capire come evolverà la situazione. Intanto mi ha detto che quando tornerà dal suo viaggio vuole conoscere il mio fidanzato. Ma più che altro vorrei capire come ci si porrà di fronte al resto della famiglia (intesa come famiglia allargata) per il discorso che ti dicevo prima. Non so neanche se farlo.

Parlarne liberamente con chiunque, soprattutto in famiglia, è una liberazione non indifferente.

Te lo saprò dire. Intanto ciò che mi piace è poter mostrare le mie foto con lui durante le vacanze (che prima dovevo nascondere). È una piccola cosa però è bella. 

Abbiamo ancora discusso qualche minuto di argomenti vari e dalle sue parole è emersa una caratteristica bellissima: non si preoccupa di poter essere diverso, ma piuttosto l’ha reso il suo punto di forza. Gli auguro quindi un grandissimo in bocca al lupo per tutto!

Dedalus

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