Sanremo 2018 #Titina18

Sanremo History – i 5 Eventi più ricordati della storia del Festival

Titiners di #Titina18 ci siamo quasi! Mancano davvero pochissime ore all’apertura del sipario su Sanremo 2018 e con l’aiuto di Luigi, che anche oggi si è gentilmente prestato a raccontarci la storia della Kermesse sanremese, ripercorriamo quelli che secondo noi sono i 5 eventi – fino ad oggi – più ricordati della storia del Festival.

#Volevosolodirvi che ringrazio tutti i lettori de Ilpuntoh.com e tutte le decine di messaggi di apprezzamento che mi sono arrivati in privato sia sul mio account twitter che instagram. Tutto ciò, in accordo con il mitico Raffa che  mi ha fatto venire voglia di raccontarvi ancora qualcosa della storia meravigliosa di tutti noi, la storia del Festivàl di Sanremo.

Oggi affronteremo in questo articoletto i 5 momenti catartici che hanno catalizzato l’attenzione di noi telespettatori nel corso delle 67 edizioni precedenti, perché, si che Sanremo è la città dei fiori, ma per il Festivàl non è stato sempre rose e fiori…

LUIGI TENCO – UN SUICIDIO A SANREMO

Era il 28 gennaio 1967 quando al Teatro del Casinò di Sanremo andava in onda la finale del XVII Festivàl della canzone italiana. Conduceva Mike Bongiorno insieme a Renata Mauro che come se nulla fosse successo inizia la puntata con il suo solito: Cari amici ascoltatori Allegria!!!

Nulla di strano se non fosse che la sera prima, il 27 gennaio, la canzone CIAO AMORE CIAO interpretata da Luigi Tenco fu squalificata e il Cantautore si suicidò nell’albergo in cui alloggiava. Ancora oggi dopo 51 anni la morte del cantautore è avvolta nel giallo, alcuni sostengono si sia suicidato per l’amore non più corrisposto da parte di Dalidà (con cui aveva duettato nella medesima canzone) altri i più danno la colpa (in senso lato) ad Orietta Berti passata alla serata finale con il brano IO TU E LE ROSE a discapito del brano di Tenco. La risposta su questo giallo non c’è l’avremo mai, di fatto 2 sono le certezze: la prima è che Mike Bongiorno non fa nessun accenno dell’accaduto, la seconda è che CIAO AMORE CIAO rimane una delle canzoni più belle eseguite al Festivàl .

IL VINCITORE NON PROCLAMATO

Vi chiederete chi vincerà quest’anno Sanremo? E se nel momento della proclamazione Baglioni venisse sfumato? IMPOSSIBILE non è una cosa plausibile… già mi vedo twitter, instagram e facebook pieno GIF di Tina Cipollari con “NO MARIA IO ESCO” #einvece negli anni ’70 è successo!

1977 primo Festivàl a colori e quella sera del 5 marzo sul palco con Mike Bongiorno alla conduzione c’era Maria Giovanni Elmi. La serata fila liscia si esibiscono tutti i cantanti in gara da Rettore ai Matia Bazar passando per i Collage ore 23:00 più o meno arriva la busta per la prima volta nella storia del Festivàl erano arrivati sul podio 3 gruppi: gli HOMO SAPIENS con” Bella da morire”, i COLLAGE con “Tu mi rubi l’anima” e i SANTO CALIFORNIA con “Monica”.

Mike apre la busta ( e fa partire un meccanismo elettronico collocato sulla scenografia per il conteggio dei voti) ed esclama “SIGNORI E SIGNORI è ARRIVATO IL MOMENTO…” viene sfumato e parte l’intervallo con le pecorelle che passavano, dopo circa 5 minuti parte il telegiornale della notte che si collega immediatamente con il Teatro del Casinò. Mike furioso aveva abbandonato il teatro e gli HOMO SAPIENS furono proclamati vincitori da GIORGIO BUBBA corrispondente del telegiornale del primo canale a Sanremo. (Per capirci l’antesignano del nostro VINCENZONE MOLLICA).

CAVALLO PAZZO

Se vi dico Mario Appignani vi viene in mente qualcosa? Probabilmente nulla, ma dovete sapere che questo signore ha caratterizzato tutto l’andamento del Festivàl 1992 condotto da Pippo Baudo con la collaborazione di Milly Carlucci, Brigitte Nielsen e Alba Parietti (suddivise in serate per poi partecipare tutte insieme alla finale).

Appagnini meglio conosciuto come CAVALLO PAZZO ad inizio Festival (nella prima puntata mentre Baudo stava dando il benvenuto ai telespettatori) irrompe sul palco tentando di rubare il microfono e urlando: “QUESTO FESTIVAL E’ TRUCCATO VINCE FAUSTO LEALI”

Baudo in estremo imbarazzo cerca di proseguire scusandosi con il pubblico. Non sapremo mai se CAVALLO PAZZO avesse ragione anche perché è morto nel 1996 quindi non potrà andare a raccontare alla D’Urso la sua verità. La cosa certa è che Fausto Leali arrivò 9° e vinse quell’anno Luca Barbarossa con “Portami a ballare”

SE NON MI FAI PARLARE MI BUTTO

Il 1995 e il 2014 hanno in comune un accadimento successo durante i due Festival.

Ma andiamo per ordine

1995 Pippo Baudo insieme ad Anna Falchi e Claudia Koll conducevano il 45° Festival di Sanremo che vide come vincitrice Giorgia con “Come saprei”.

Il 21 Febbraio durante la prima serata del Festivàl un uomo Giuseppe Pagano con un maglione da sci appare sulla balconata tra la galleria e la regia, difronte al palco, minacciando di buttarsi. La gente in teatro pensa dapprima a uno scherzo ma la vicenda, a poco a poco, prende contorni di serietà. Pippo prova a instaurare un dialogo con lui dal palco, poi siccome l’uomo continua a minacciare di buttarsi, PIPPONE NAZIONALE rompe gli indugi e sale personalmente sulla balconata per salvare Pagano. Finisce tra lacrime, abbracci e applausi.

Sorte più o meno simile capita a Fabio Fazio 19 anni dopo, nel 2014, dove insieme a Luciana Littizzetto conducevano la 64° edizione del Festival di Sanremo vinta da Arisa con “Controvento”.

Inizia il 4° Festival di Fazio sigla dell’eurovisione, non si apre il sipario (e già immagino Fazio smadonnasse) entra in scena dall’ingresso laterale e comincia a parlare dei disagi dovuti al deragliamento di un treno nei giorni precedenti al festival nella regione Liguria, intanto dietro il sipario c’era Ligabue che doveva aprire il Festival con un omaggio a De Andrà. Il meccanismo del sipario che non si apriva era stato risolto, tutto sembrava andare liscio fino a quando durante il monologo del conduttore si sentono urlare dalla platea due operai dei Consorzi di Bacino di Napoli e Caserta, Antonio Sollazzo e Marino Marsicano, minacciando di suicidarsi dalla balaustra se Fazio non avesse letto una loro lettera di protesta nei confronti dei loro datori di lavoro che non pagavano da 15 mesi gli operai dell’azienda. Fazio mandò immediatamente la pubblicità per cercare di capire bene quello che c’era scritto nella lettera e subito dopo la pubblicità (mentre ancora Ligabue aspettava di aprire il Festival) per sommi capi la lesse. Ovviamente i due andarono ospiti in esclusiva dalla D’Urso la domenica dopo il festivàl per raccontare la loro verità.

VOLANO GLI SPARTITI

“Festival numero 60, numero tondo forse per questo la Rai ha pensato a me per la conduzione di Sanremo” così Antonella Clerici esordisce subito dopo la discesa dalla sua astronave come conduttrice UNICA E SOLA del Festivàl, ma mai avrebbe pensato che il suo Festival potesse passare alla storia non tanto per la canzone vincitrice (Valerio Scanu “Per tutte le volte che” – meglio conosciuta come IN TUTTI I LUOGHI IN TUTTI I LAGHI) ma per quello che mai in 60 anni di Festivàl era ancora accaduto. L’orchestra si ribella alla decisione del pubblico e lancia gli spartiti.

Quell’anno il regolamento prevedeva che tra le canzoni che arrivano alla serata finale 3 si giocavano la finalissima. Ore 23:50 circa arriva la busta con le tre canzoni finaliste parte il meccanismo degli Highlights ( 15 secondi di esibizione delle canzoni esclude) Antonellina non apre la busta perché vuole scoprire insieme al pubblico le canzoni che passeranno alla fase finale.

Non passa il turno: Povia, Arisa, Irene Grandi, Simone Cristicchi, Irene Fornaciari, e fin qui qualche fischietto da parte della platea sulle scelte non condivise. Ma appena parte l’ Highlights che annuncia l’esclusione prima di Malika Ayane e poi di Noemi succede il delirio. Il pubblico inizia a fischiare ed urlare VENDUTI VENDUTI l’orchestra protesta come non mai e lancia gli spartiti (COSA MAI ACCADUTA) tutto questo perché in finalissima era passata la canzone ITALIA AMORE MIO di PUPO- EMANUELE FILIBERTO- LUCA CANONICI (la canzone a mio parere più brutta di sempre). Più che a Sanremo sembrava di stare in un’arena. Nonostante l’accaduto fu uno dei festival più visti di sempre con una media di share delle 5 serate pari al 47,80%.

C’è da dire che l’anno successivo nel Festival condotto da Gianni Morandi che vide come vincitore Roberto Vecchioni con “Chiamami ancora amore” l’orchestra per riscattarsi dalla figura che fece l’anno prima lanciò nel momento della proclamazione rose bianche al vincitore.

 

Credo di avervi dato alcune informazioni in più per essere dei TITINERS perfetti. E ora tutti suoi social a dare sfogo alla nostra vena da giudici, esclusivamente usando gli HT #Titina18 e #Sanremo2018

 

 

 

 

halfblood

Figlio di Madreh e di Padreh nonché fratello di Sisteronzola (tralascio gli avi altrimenti facciamo notte!) nacqui dopo 22 ore di travaglio sulla bella costiera Sorrentina in una sera di TOT anni fa. Eterno giovane, sognatore e passionale vorrebbe citare in giudizio Marcello Cesena perché per il suo personaggio di Jean Claude si è ispirato a lui e al rapporto di Madreh Halfblood, ma perché immensamente buono d’animo non lo fa.

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