Sanremo: la quarta serata, i tweet e le schede

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Sanremo è un po’ come quando mangi a Natale: stai scoppiando, ma continui a ingozzarti, e così siamo arrivati al giorno numero quattro. Una serata, costellata di abiti neri come una collezione Donna Karan New York, che si è aperta con la gara dei giovani che, a giudicare dai nomi almeno, sembrano più degli imbucati stranieri del prossimo Eurosong Contest, che esordienti italiani. Alla fine, tra Ermal, Mahmood, Chiara Dello Iacovo e Francesco Gabbani (che sembra uscito da una puntata di Romanzo Criminale), a spuntarla è stato proprio quet’ultimo con la sua AMEN, che senza dubbio diventerà il nuovo inno degli evangelisti.

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12695312_10153848403354223_1528590942_oAd aprire la serata, Miele, manco a dirlo, in abito nero come il suo umore, finalista e poi esclusa dei giovani, che ha cantato la sua Mentre ti parlo. Tranquilla, Miele, anche Miss Columbia prima di te.

Genio ASSOLUTO Virginia Raffaele che, tra sospetti, scommesse e speranze ha letteralmente incarnato uno dei suoi cavalli di battaglia, Belen Rodriguez, indossando però un mini-abito che aveva Emma Marrone a Sanremo: genialità pura.

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Tra i primi ad esibirsi Rocco Hunt, e la sua Wake Up, e se questa è la sveglia, meglio un coma allora. Etilico.

Segue poi Irene Fornaciari che, forse ispirata da Virginia Raffaele, si trasforma in Chiara Galiazzo per proporci la sua Blu, seguita dalla coppia Caccamo-Iurato, che facevano un po’ Big Jim e la nuova linea di Barbie curvy.

Francesca Michielin, dopo la parentesi amish della prima serata, sfoggia delle tute che manco Simona Ventura quando le disegnava…

Regina indiscussa della serata Patty Pravo, elegante quanto il tentativo di essere intonata, che è riuscita comunque a regalarci un momento di emozione con la sua Cieli Immensi.

In quattro giorni di festival ho visto più piume addosso a Madalina Ghenea che in 150 anni di Moulin Rouge a Parigi.

E che dire di Garko? Presente quanto Michelle Williams nelle Destiny’s Child.

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Super ospite della serata Elisa, vincitrice del festival nel 2001 con Luce, e che le nuove generazioni ricorderanno come giudice di Amici e un tubino, guarda caso, nero che chiunque gliel’abbia suggerito non è suo amico.

E a mezzanotte inoltrata, quando gli Adinolfi e i Gasparri sono a letto, nel suo originalissimo modo, Virginia Raffaele-Belen Rodriguez dice la sua sulle unioni civili: “io sono assolutamente favorevole”, e in quello che è il festival più gay-friendly della storia non poteva essere altrimenti.

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Ecco le pagelle de Il Punto H:

votazione

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