Sanremo parte Rainbow!

È finita da poche ore la diretta della prima serata del festival di Sanremo e, come ogni anno, eccoci prontissimi a riviverla insieme come se tre ore non ci fossero già bastate.

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Facciamo finta non sia mai stata mandata in onda l’anteprima (poraccia) con Tony Sciacallo, e ritroviamoci nell’Ariston che omaggia David Bowie, creando hype nemmeno fossimo al Forum di Assago, ad aspettare calino i sipari per l’inizio di un concerto.

Sul palco abbiamo Carlo Conti ONEman-only-diva-solo-primadonna-sotuttoio-show, leggermente abbronzato, ma solo in viso.

 

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“Mandiamo l’errevuemme” per ricordare alcuni dei successi sanremesi passati, e non ho potuto fare a meno di pensare ad Hunger Games e alle foto dei caduti nell’arena.

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Ma torniamo a noi.
Con Carlo si alternano, alla lettura del gobbo, come da tradizione, le due vallette: la mora Gabriel Garko e la castana(?) Madalina Ghenea.
Di Garko salvo l’inutilità che in qualche modo deve essere rappresentata anche all’Ariston.
Di Madalina salvo il coraggio di indossare una tigre in prima serata, sfidando l’invasione del teatro da parte degli animalisti (Tesoro caro non sei nel video di “Roar”).

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Tra l’altro, oltre a saper scendere le scale, ha dimostrato di saper parlare sia in italiano che in DRAGOSTEADINTEI, passando dallo spagnolo ad Olga Fernando, ma mi dispiace Mady, continuerò ad odiarti (leggi rosicare) per essere stata con Fassbender.

Protagonista indiscussa Sabrina Ferilli alias Virginia Raffaele, che ha portato a Sanremo la satira politica mascherata da ironia spicciola e popolare, mentre Conti pregava tutti i santi che si strozzasse da un momento all’altro.

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“A Sanremo non cambia mai niente, tutto fermo, dal ’96 ad oggi tutto fermo!”

E INFATTI DAMOSE NA MOSSA!
Dieci big in gara.
Canzoni che -stavamo a dì che non cambia mai niente- se ascoltate di seguito possono essere un unico pezzo di due ore, ma poi finiva troppo presto.
Tutti i canoni musicali sanremesi rispettati, canzoni rilassanti, cantate a mezza voce per non disturbare il pubblico (se qualcuno è riuscito a sentire il testo di una canzone per intero mi congratulo), gruppi che hanno fatto la storia (appunto la storia) della musica italiana, mimose e garofani alle donne dopo le esibizioni.

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Per non far rilassare troppo Carletto, alcuni dei cantanti (i migliori ovviamente) durante le proprie esibizioni, hanno sfidato mamma Rai mettendo in bella vista i nastri arcobaleno, come portafortuna, casualmente, e io vi amo tutti.

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Per rendere la serata ancora più Rainbow chi mi invitano?
Laura Pausini ed Elton John la stessa sera, all’Ariston, in prima serata su Rai1, col rischio che le trasmissioni si interrompanoo da solo per il sovraccarico di gender.
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Ah scusatemi, per festeggiare i 25 anni di carriera, sono stati invitati all’Ariston, per la prima volta (ripetuto almeno venti volte nell’arco di un quarto d’ora), Aldo, Giovanni e Giacomo, di cui eviteremo di parlare perché due uscite, credo, siano bastate a tutti per i prossimi 25 anni.

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-Se qualcuno ha riso davvero, durante quella cosa che hanno fatto, si faccia avanti, ti aiuteremo ad uscirne.

FINE PRIMA PARTE.

SIETE IMPAZZITI?
No, era tutto vero.
Dopo tre, quattro, cinque minuti di pubblicità ritorniamo nel teatro per la marchetta film con Kashia Smutniiackkkchkkk stupenda ed un’altra attrice, con la spalla di Carletto e del “grande attore” Gabriel Garko di cui ci eravamo dimenticati dopo il selfie dal palco, AVANGUARDIA PURA!

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Mentre il pubblico e io da casa siamo sul punto di cedere, arriva, in chiusura, Maitre Gims a darci il colpo di grazia.

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Sarebbe stato meglio non averla, perché qualcuno deve spiegarmi come Rocco Hunt può essere avanti a Noemi.

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Ma in conclusione, quello che risulta chiaro dalla prima serata, è che Virginia Raffaele for president of the Universe potrebbe condurre da sola affiancata, forse, da Madalina (quella di Fassbender).
L’assenza di Garko verrebbe notata la settimana prossima quando la Sciarelli ne parlerebbe a chilhavisto.
Il gender è ovunque.
Gli artisti che calpestano quel palco hanno il coraggio di credere in qualcosa di giusto senza farsi condizionare.
Carlo Conti è il firewall da aggirare.
Sanremo è, anche quest’anno, una bomba pronta ad esplodere e spero succeda presto.
Perché ci piace così.
Perché su quel palco ci siamo tutti.
Perché Sanremo è Sanremo e, probabilmente, non è più fermo del tutto come sembra. Lo spero.

Me lo auguro.

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Intanto noi del puntoH abbiamo seguito attentissimamente tutta la diretta! EROI!
Ma vuoi mettere quanto è figo fare il giudice e dare i voti?

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Restate con noi e commentate col puntoH il festival usando l’hashtag #Titina16

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